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Calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) con Excel

Vediamo come possibile effettuare il calcolo del TFR (Trattamento Fine Rapporto) con Excel.




Apriamo Excel, quindi selezioniamo Nuovo dal menù File. Ci posizioniamo sul primo foglio di lavoro, che generalmente si chiama Foglio1, quindi nelle prime 20 righe impostiamo i dati generali, come il nome dell' azienda, del lavoratore e soprattutto i parametri per determinare l'anzianità lavorativa: gli anni e i mesi di lavoro compresi tra la data di assunzione e quella di cessazione (o altra data di riferimento per la maturazione).

In particolare impostiamo in F19 e in H19 (figura 1) le formule SOMMA dei relativi anni e mesi di lavoro dopo averli suddivisi in 3 periodi:

Primo periodo: dalla data di assunzione alla data del 31/12/2000

Secondo periodo: dal 1/1/2001 al 31/12 dell'anno immediatamente precedente la data di cessazione rapporto o la data di maturazione alla quale si vuole fare riferimento, nel nostro caso è il 31/12/2012.

Terzo periodo: dal 1 gennaio dell'anno in corso fino alla data di cessazione o a quella di di riferimento (nell'esempio l'anno in corso è il 2013).

Il motivo della suddivisione nei 3 periodi dipende dal fatto che come vedremo sono diversi i meccanismi di computo del TFR nei diversi periodi.

Prima del 2000 il TFR si calcolava infatti in base all'ultima retribuzione mensile di fatto mentre dal 1/1/2001 il conteggio viene fatto dalle aziende mediante accantonamenti periodici sulla base della retribuzione correntemente percepita dal lavoratore.

Il terzo periodo è necessario per porre in evidenza la base di calcolo della parte di rivalutazione istat che si riferisce all'anno in corso e che non è stata conglobata nel tfr come le quote di rivalutazione dei periodi precedenti.

Ad ogni 31/12 infatti l'ufficio paghe dell'azienda o il consulente del lavoro provvedono al calcolo della rivalutazione istat sul tfr dell'anno precedente in base ai coefficienti di volta in volta pubblicati dall'istat.

Commentiamo 20 righe per volta perchè il foglio di lavoro è veramente lungo.

Dalla riga 21 alla riga 40 (figura 2) vengono inserite alcune informazioni utili per comprendere in che modo si devono considerare le frazioni di mese relative al mese iniziale e a quello finale di lavoro.

Il lavoratore in questione aveva maturato un Trattamento di Fine Rapporto di € 14.350 (QuattordicimilaTrecentoCinquanta) dalla data di assunzione e fino al 31/12/2000 e di € 21.300 (VentunomilaTrecento) dal 1/1/2001 al 31/12/2012, cioè fino al 31 dicembre dell'anno precedente la data di cessazione rapporto.

L'ultima quota di TFR invece, cioè quella maturata dal primo gennaio dell'anno in corso fino alla data di cessazione è pari alla R.A.D. (Retribuzione Annua Dovuta) diviso il coefficiente fisso 13,5.

Nella RAD non vengono considerati gli emolumenti non prevedibili a scadenza ricorrente, come gli straordinari non programmati, eventuali premi di produzione non ricorrenti, indennità di trasferta, ecc.

Vengono invece considerati i ratei di mensilità aggiuntive, gli aumenti periodici di anzianità, le provvigioni, il minimo contrattuale, la maggiorazione turni, i superminimi, i premi presenza, il cottimo, l'indennità di maneggio del denaro, i valori mensa, gli importi forfettari, l' indennità per disagiata sede, i premi e le partecipazioni e in genere tutto quanto fa parte della retribuzione corrente del lavoratore, compresi gli straordinari ricorrenti e i turni.

In caso di interruzione del rapporto di lavoro per Malattia, Maternità, Infortunio e Permessi Retribuiti, si considera la normale retribuzione che il lavoratore/trice avrebbe percepito se avesse lavorato.

Nell'esempio la RAD (Retribuzione Annua Dovuta) per l'ultimo periodo (il 2013) è di € 18.225, che divisa per 13,5 fa € 1.350,00 (MilleTrecentoCinquanta).

Dall' ultima quota di tfr maturato per l' anno in corso, cioè dai 1.350,00 Euro, va detratta una trattenuta obbligatoria per legge, l' aliquota dello 0,50% a carico del lavoratore che va a finanziarie il fondo di garanzia del FAP (Fondo Adeguamento Pensioni) dell'INPS.

Lo 0,50% è calcolato sull'imponibile previdenziale dell'anno in corso (nell'esempio coincide con la RAD ma non è detto) ed ammonta quindi a € 91,13 (€ 18.225,00 X 0,50%).

Nella cella I44 (figura 3), ci sarà quindi una formula che opera la sottrazione tra il valore di I40 e quello di I43.

La quota di TFR maturato per l'anno in corso (1/1/2013 - 30/6/2013) al netto della trattenuta dello 0,50% è pari quindi a € 1.258,87.

A questo punto si procede con il calcolo della rivalutazione istat spettante per l'ultimo periodo.

Tenete presente che, come già detto, le rivalutazioni degli anni precedenti sono incluse negli importi già accantonati.

La rivalutazione è calcolata sul totale degli accantonamenti precedenti, quindi su € 35.650 e va riferita all'ultimo mese scaduto che precede la data di cessazione (come spiegato nel foglio stesso).

Il tasso istat per la rivalutazione del tfr viene pubblicato mese per mese sulle riviste e sui quotidiani economici, in particolare sul Sole 24ore.

Ricordiamo che la rivalutazione viene operata una volta l'anno, quindi è capitalizzata annualmente e non mensilmente, ad eccezione dell'ultimo periodo, naturalmente.

Sull'importo della rivalutazione ( € 418,01 ) viene applicata un'imposta addizionale IRPEF dell'11%, anche questa a carico del dipendente, nell'esempio questa addizionale è di € 45,98 (418,01 x 11%).

Anche questa operazione viene fatta annualmente dall'ufficio paghe che quindi esegue il conteggio e versa all'erario l'addizionale, decurtandola poi dal fondo accantonamento.

Le addizionali 11% relative agli importi di rivalutazione istat degli anni precedenti si intendono quindi già detratti dagli importi accantonati.

Ora occorre procedere al calcolo della tassazione IRPEF del TFR. La tassazione sul TFR, diversamente da quella della busta paga, opera secondo meccanismi differenti e viene detta tassazione separata.

L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) che il datore di lavoro è obbligato in veste di sostituto d'imposta a conteggiare sulla busta paga mensile, viene chiamata IRPEF a tassazione ordinaria, mentre quella sul TFR è detta IRPEF a tassazione separata.

Vediamo qual'è il procedimento. Prima di tutto, a partire dai totali parziali appena visti, occorre precalcolare un parametro, detto Reddito di Riferimento.

Questo RR (Reddito di Riferimento) non è altro che un valore fittizio, il quale serve unicamente alla determinazione dell'aliquota media da applicare all'imponibile TFR, come vedremo tra poco.

La formula per il calcolo del RR è quella mostrata nella figura 4.

Nell' intervallo celle I78-I84 sono riportati esattamente i valori che avevamo già visto e che qui vengono soltanto riepilogati.

Da notare che l'importo totale di € 37.280,90 è soltanto il TFR Lordo, non è ancora evidentemente quello che materialmente va in busta al lavoratore, perchè occorre ancora applicare appunto l' IRPEF a tassazione separata.

In casella I84 c'è la somma algebrica degli elementi precedenti, quindi essendo gli ultimi 2 valori di segno negativi, si intende che questi siano stati detratti.

Vediamo come si procede quindi per quanto riguarda la determinazione del Reddito di Riferimento (figura 5).

La formula è RR = (TFR lordo spettante - rivalutazione + addizionale 11%) X 12 / (totale degli anni interi + ultima frazione mesi /12)

cioè RR = (€ 37.280,90 - € 418,01 + € 45,93 ) X 12 / 24,4167 =

= € 18.139,51

24,4157 rappresenta il totale anni (24 + 5 mesi = 24 + 5/12 = 24,4157)

Il valore dell'addizionale viene sommato in valore assoluto, cioè viene comunque sempre sommato, come da formula.

Quindi il nostro RR (Reddito di Riferimento) ammonta a € 18.139,51

A questo punto prendiamo la tabella delle aliquote e degli scaglioni IRPEF in vigore alla data di cessazione di rapporto, e vediamo che il nostro RR rientra nel secondo scaglione, per cui, sommando l' imposta relativa al primo scaglione (€ 15.000,00 x 23% = € 3,450,00) a quella del secondo scaglione (€ 18.139,51 - € 15.000,00) x 27% = € 847,67 e dividendo il risultato per il Reddito di Riferimento (€ 18.139,51) e moltiplicando infine per 100 otteniamo l' aliquota da considerare per la tassazione separata del TFR , la quale risula il 23,69%. La formula è in cella E123. (figura 6).

In sostanza si tratta di determinare l' aliquota media IRPEF corrispondente al Reddito di Riferimento, quindi prendere a base questa aliquota e applicarla al nostro TFR per calcolare l' imposta IRPEF a tassazione separata.

Tuttavia, prima di procedere al calcolo della tassazione separata, c'è ancora una piccola complicazione: è necessario determinare l' abbattimento, intendendo per tale il computo delle detrazioni spettanti al lavoratore.

Quindi nel nostro caso l'aliquota del 23,69% non andrà a colpire tutto il TFR, ma il TFR lordo - (meno) l' abbattimento.

La complicazione è data dal fatto che il meccanismo attraverso il quale è determinato l' abbattimento in questione è applicabile in maniera differente a seconda del periodo di maturazione del TFR stesso.

Più precisamente fino al 31/12/2000 (ecco perchè era necessario tenere separati i valori) l' abbattimento era determinato considerando una deduzione secca dal TFR lordo e quindi si applicava l' imposta, mentre dal 1/1/2001 prima si applica l'imposta e poi si opera una detrazione dall'imposta stessa.

La misura dell'abbattimento prima del 1/1/2001 era di euro 309,87 annue (euro 25,82 mensili) dal TFR lordo.

La misura della detrazione dall' imposta lorda dopo il 1/1/2001 è di € 61,97 annue (€ 5,16 mensili).

Quindi nel nostro caso l'abbattimento del primo periodo (data assunzione - 31/12/2000) è calcolato in questo modo: € 309,87 x 11 anni = € 3.408,57 + 11 mesi x € 25,82 = € 3.692,59 (figura 7).

L'imponibile fiscale al 31/12/2000 è pari quindi a € 14.350 - € 3.692,59 = € 10.657,41, per cui è su quest'ultimo importo che si andrà ad applicare l' aliquota del 23,69%.

Ma occorre ancora sommare l'imponibile TFR del periodo seguente (dal 1/1/2001 al 30/6/2013) che è pari al TFR lordo, in quanto non c'è più alcun abbattimento da operare.

In sostanza abbiamo che l'imponibile fiscale effettivo sul quale si applica l'imposta è di € 10.657,41 + € 22.558,87 = € 33.216,28

Nella figura 8 vediamo il riepilogo del conteggio della tassazione separata.

L'aliquota è sempre del 23,69%, quindi l'imposta complessiva è pari a € 7.869,68 ( € 2524,99 + € 5.344,72) oppure, se volete, € 33.216,28 x 23,69% = € 7.868,68 (che è lo stesso).

Da questo importo vanno detratte le detrazioni spettanti a partire dal 1/1/2001 al 30/6/2013: anni 12 e mesi 6, quindi € 743,64 (€ 61,97 x 12) + € 30,96 (€ 5,1641 * 6) = € 774,60.

Per cui abbiamo:

IRPEF LORDA € 7.869,68

- DETRAZIONI € 774,60

----------------------------------

= IRPEF NETTA € 7.095,08

A questo punto non resta che riportare i parziali nell'intervallo celle I172-I178 e lasciare che Excel calcoli l'importo del TFR netto da corrispondere al lavoratore dimissionario, che è pari a € 30.185,82 (TrentamilaCentottantacinque e ottantadue).

I dati sono riportati nella figura 9.


Un' ultima precisazione. Nel caso il lavoratore abbia percepito anticipazioni sul TFR in costanza di rapporto, per esempio per mutuo prima casa o per spese mediche straordinarie, si terrà conto sia dell'importo anticipato, sia dell'imposta IRPEF applicata sulla somma anticipata, determinata secondo le stesse regole che abbiamo visto in questo esempio.

Per cui si sarebbe proceduto in questo modo: il calcolo dell' imposta viene comunque fatto sul totale del TFR maturato (al lordo degli anticipi), quindi si detrae l' imposta già versata sull' anticipazione dall' imposta ricalcolata e infine si sottrae l' importo dell' anticipazione per ottenere il saldo finale.

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Dr.Maurizio Cucchiara

Amministratore unico
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