Che cos'è il ciclo economico?
Se supponiamo che l’economia possa evolvere secondo due modalità, positiva o negativa, il ciclo economico è l'andamento delle fluttuazioni tra queste due modalità del sistema economico che si manifestano in un certo periodo di tempo.
Se la congiuntura economica è il combinarsi di diversi elementi che dà luogo ad una particolare evoluzione del sistema economico, l’analisi della congiuntura economica è lo studio del come e del perché si combinano tali elementi.
Se supponiamo che l’economia possa evolvere secondo due modalità, che qui per semplicità possiamo chiamare positiva o negativa, allora lo studio della congiuntura economica è lo studio delle fluttuazioni tra queste due modalità del sistema economico che si manifestano in un certo periodo di tempo.
Per fluttuazione ciclica o congiunturale si intende una sequenza, ove a periodi di prosperità o espansione si alternano periodi di ristagno o recessione
Si tratta quindi di un susseguirsi di fasi che, partendo da un punto di svolta inferiore (o minimo del ciclo), procede con una fase di espansione, culminante in un punto di svolta superiore (o massimo del ciclo) al quale segue poi una fase di recessione, al cui termine c’è un nuovo punto di svolta inferiore, da cui inizia un nuovo ciclo.
Il susseguirsi delle fluttuazioni o oscillazioni del sistema economico costituisce dunque il ciclo economico, la cui caratteristica è la ricorrenza, ma non la periodicità, nel senso che si sa che i massimi e i minimi si ripeteranno ma non si sa quando.
Il ciclo economico, secondo la definizione di W.C. Mitchell consiste in espansioni che avvengono quasi contemporaneamente in molte attività economiche, seguite da recessioni e contrazioni egualmente generali, e da riprese che confluiscono poi nella fase di espansione del ciclo successivo.

Lucas, che riprende negli anni Settanta gli studi di Mitchell, definisce nella seguente maniera le caratteristiche principali dei cicli economici:
Le produzioni di diversi settori, ben definiti, tendono a muoversi insieme.
La produzione di beni durevoli di consumo manifesta una variabilità ciclica più elevata rispetto a quella riscontrabile per la produzione di beni non durevoli.
La produzione ed i prezzi dei beni agricoli e delle risorse naturali sono caratterizzati da una conformità ciclica inferiore alla media.
I profitti delle imprese manifestano una conformità ed una variabilità più elevata rispetto a quelle che caratterizzano altre serie storiche.
I prezzi sono generalmente prociclici, i tassi di interesse di breve periodo sono prociclici, i tassi di interesse di lungo periodo lo sono in modo meno netto.
Gli aggregati monetari ed i diversi indicatori della velocità di circolazione della moneta sono prociclici.
Secondo la terminologia proposta da J.A. Schumpeter, i cicli si distinguono per la loro durata in tre tipi:
a) cicli brevi, aventi una una lunghezza non superiore ai quaranta mesi
b) cicli medi, di durata compresa tra i sette e gli udici anni
c) cicli lunghi, di durata secolare
Solo i cicli brevi rientrano nell’ambito della congiuntura economica
Ma, se questa è la definizione di un ciclo economico, qual'è invece la causa che lo genera?
Sulla teoria del ciclo economico vi sono state diverse interpretazioni.
Se spesso vi è la tendenza ad individuare, di volta in volta, la causa specifica di una certa fluttuazione economica, tuttavia la ricorrenza di tali fluttuazioni lascia intendere che vi siano motivazioni più profonde.
La teoria del ciclo economico è la rassegna di queste cause generali di volta in volta individuate.
I primi studiosi del ciclo economico hanno creduto di individuare in fattori meccanici o fisiologici l’insorgere di ricorrenti fluttuazioni.
Si deve al medico francese C. Juglar [1860] l’osservazione delle ricorrenti fasi di espansione e recessione in un sistema economico e l’analogia con lo sviluppo fisiologico delle persone: un sistema economico, come una persona, nasce, cresce, si stabilizza e poi decade.
Durante ognuna di queste fasi subisce ricorrenti (ma non periodiche) malattie, il cui insorgere genera un deperimento dal quale, generalmente, ne esce per riacquistare una migliore salute.
Il merito di Juglar fu di spostare l’attenzione dalle cause accidentali ai fattori che provocano la crisi: fattori che non potevano che essere individuati nelle fasi precedenti a quelle di crisi, quindi durante l’espansione.
Da qui, la proposta intelligente di ricercare le cause dei malesseri nel sistema economico durante le fasi di prosperità (o espansione) piuttosto che nei momenti in cui si manifesta il male.
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