logo MC2 E-Learning S.a r.l.
Logo Einstein grigio sfumato
e = m x c al quadrato





Che cos'è il debito pubblico?

Il debito pubblico è rappresentato da tutte le forme di indebitamento cui lo Stato ha fatto ricorso per coprire i suoi deficit. Quindi, il debito pubblico non è altro che la somma algebrica di tutti i deficit passati.







Questa definizione soffre di qualche eccezione perché il debito pubblico può aumentare (o diminuire) se lo Stato, per coprire i suoi deficit, ha emesso titoli il cui valore di rimborso non è certo ma è agganciato all’andamento di qualche variabile economica.

Occorre distinguere fra debito interno e debito estero.

L’indebitamento all’estero consiste esclusivamente nell’emissione di titoli in valuta offerti fuori d’Italia.

Fra le modalità di finanziamento del debito vi sono, oltre al debito estero e ai titoli emessi sull’interno:

la raccolta dell’amministrazione postale, sia sotto forma di buoni fruttiferi o di libretti di risparmio sia sotto forma di conti correnti;

il credito delle banche agli enti semiautonomi dell’amministrazione centrale (per esempio, il Consiglio nazionale delle ricerche) o agli enti della finanza decentrata, come gli enti locali o le USL;

il conto corrente per il servizio di tesoreria provinciale;
Il debito pubblico dipende direttamente dai disavanzi precedenti verificatisi nel bilancio statale; esso aumenta quando vi è un disavanzo di bilancio, diminuisce quando vi è un avanzo.

e nel passato la banca centrale ha finanziato un’ampia quota di ogni disavanzo, il rapporto tra base monetaria e debito pubblico è, allora, elevato; se la banca centrale, nel passato, ha finanziato, invece, soltanto una piccola parte di ogni disavanzo, allora, anche il rapporto tra base monetaria e debito pubblico è piccolo.
In che modo le autorità finanziano le proprie spese? La maggior parte di esse viene finanziata con assegni emessi sul conto tenuto presso la Banca d’Italia.

Al di là del fatto che gli assegni sono emessi sul conto presso una banca in cui i privati cittadini non hanno propri depositi, un pagamento effettuato dalle autorità pubbliche assomiglia molto ad un pagamento compiuto con assegno effettuato da qualsiasi altra persona.

Come un qualsiasi individuo, le autorità devono avere fondi nei conti su cui emettono assegni; la questione di come le autoritò pubbliche finanzino le proprie spese equivale dunque a porsi il problema di come esse si garantiscano di avere fondi nei conti su cui emettono i propri assegni.

Il Tesoro è l'istituzione governativa che raccoglie gli introiti pubblici e effettua i pagamenti per conto del governo.

I conti del governo presso la Banca d'Italia sono tenuti e manovrati dal Tesoro.

Il settore privato generalmente versa le imposte alla banche che fungono da esattori del tesoro.

Queste a loro volta trasferiscono gli importi pagati dagli individui e dalle imprese a titolo di imposta ai conti delle tesorerie gestiti dalla Banca d'Italia.

Se le imposte sono di un ammontare minore delle spese pubbliche si verifica un disavanzo nel bilancio statale.
In che modo dunque il Tesoro effettua i suoi pagamenti, quando le entrate fiscali sono insufficienti a coprire le spese?

La risposta è che deve prendere a prestito, vendendo titoli alla Banca centrale o direttamente ai privati.

Quando il Tesoro prende a prestito dal settore privato, esso vende al settore privato titoli del Tesoro o del debito pubblico; in cambio riceve assegni dagli individui e dalle imprese (comprese le aziende di credito) di ammontare pari ai titoli che vende loro.

Questi assegni sono depositati o sui conti che il Tesoro ha presso alcune aziende di credito, o presso la banca centrale, e possono, quindi, essere spesi dal Tesoro nello stesso modo con cui vengono spesi gli introiti fiscali.
Quando il bilancio non è in pareggio, il Tesoro modifica l'ammontare netto di diritti che il settore privato e la banca centrale detengono su di esso.

Questi diritti non sono altro che i titoli che il Tesoro vende al settore privato e indirettamente alla banca centrale, e rappresentano diritti sui futuri pagamenti per interessi.

Lo stock complessivo di questi diritti costituisce il debito pubblico.

Quando il bilancio è in disavanzo (spesa pubblica maggiore delle entrate fiscali), il debito pubblico aumenta; lo stock di diritti nei confronti del Tesoro aumenta;

quando il bilancio è in avanzo (entrate fiscali maggiori della spesa pubblica), il debito pubblico diminuisce: il Tesoro preleva con le imposte più di quello che spende e può utilizzare l'eccedenza per ritirare (ovvero ricomprare) i titoli del debito pubblico precedentemente emessi.




Tutorials di Economia


Home page MC2 E-Learning



Dr.Maurizio Cucchiara
autore del corso:
"Corso Base di Microsoft Access"
disponibile on line su questo sito
MC2 E-Learning S.a r.l.
Formazione per il Web
http://www.mc2.it/html/access.html


Cerca sul web con Google:


Google