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Che cos'è l'inflazione?

L’inflazione è il tasso di aumento dei prezzi. Le politiche di espansione della domanda aggregata tendono a creare inflazione a meno che non vengano attuate quando nel sistema economico la disoccupazione è elevata.







Il tasso di inflazione Indica il processo di incremento generalizzato dei prezzi che tende ad autoalimentarsi.

Fra le cause di inflazione si possono individuare una pressione della domanda troppo elevata e la lievitazione dei costi, indotta quest’ultima o dall’aumento del prezzo delle materie prime importate o dalla svalutazione del cambio o dalla dinamica accentuata del costo del lavoro.

L’inflazione erode il potere d’acquisto della moneta e perciò trasferisce ricchezza dai creditori (tradizionalmente le famiglie) ai debitori (Stato e imprese).

Periodi prolungati di depressione della domanda aggregata tendono a ridurre il tasso di inflazione.

La domanda aggregata, o la spesa aggregata, è il totale della domanda di beni e servizi prodotti nel sistema economico e rappresenta una delle principali determinanti della domanda di fattori della produzione necessari a produrre beni e servizi.

Per ridurre la disoccupazione è necessario accrescere la domanda aggregata.

Questa osservazione pone subito parecchi interrogativi che vanno al cuore della macroeconomia e dei problemi di politica economica.
Dall'interazione fra offerta aggregata (valore dei beni e servizi prodotti + importazioni) e domanda aggregata (consumi + investimenti + esportazioni) risultano stabilite le proporzioni in cui ina data variazione della domanda aggregata provoca un aumento dei prezzi e un aumento del prodotto in termini fisici.

L'impulso impresso alla domanda aggregata, infatti, invece di ridurre la disoccupazione, può accrescere i prezzi, causando inflazione.

E' questo il motivo per cui, in presenza di disoccupazione, può non essere auspicabile espandere la domanda aggregata.
Periodi prolungati di depressione della domanda aggregata tendono a a ridurre il tasso di inflazione.

L'indicatore che meglio misura l'inflazione è il tasso di variazione dell’indice dei prezzi al consumo, vale a dire del costo di un dato paniere di beni rappresentativo degli acquisti di un salariato medio urbano.
L’inflazione, al pari della disoccupazione, è uno dei principali problemi della macroeconomia.

Ma il costo dell'inflazione è assai meno noto di quello della disoccupazione: nel caso della disoccupazione la perdita di prodotto potenziale è evidente ed e quindi chiara la ragione per cui è auspicabile ridurre la disoccupaziore, nel caso dell’inflazione, non c'è una perdita manifesta di produzione.

Malgrado ciò, succede che i responsabili della politica economica si adoperino ad accrescere la disoccupazione nello sforzo di ridurre l’inflazione: il che significa accettare una certa dose di disoccupazione in cambio di una minore inflazione (si dice che c’è un trade off tra disoccupazione e inflazione).
La curva di Philips è un’ipotesi sulla relazione fra tassi di inflazione e di disoccupazione che è stata al centro delle discussioni di politica economica sin dalla sua formulazione, nel 1958.

La figura mostra una tipica curva di Phillips, in cui alti tassi di inflazione si accompagnano a bassi tassi di disoccupazione e viceversa.




La curva suggerisce che è sempre possibile ottenere una minore disoccupazione, purchè si accetti maggiore inflazione e che è sempre possibile ridurre il tasso di inflazione, purchè si accetti il costo di una maggiore disoccupazione.

In altre parole, la curva suggerisce che esiste un trade-off fra inflazione e disoccupazione.
L'esperienza ha dimostrato però che la curva è valida soltanto nel breve periodo, all'incirca 2 anni.

Tra inflazione e disoccupazione esiste un trade-off più sofisticato di quello che suggerirebbe un primo sguardo alla curva.

Nel breve periodo esiste una relazione fra inflazione e disoccupazione simile a quella rappresentata in figura.

Questa curva di Phillips di breve periodo non è stabile: varia al variare delle aspettative di inflazione.

Nel lungo periodo non esiste, in realtà, correlazione inversa tra inflazione e disoccupazione: il tasso di disoccupazione è fondalmentalmente indipendente dal tasso di inflazione di lungo periodo.
Le relazioni di breve e lungo periodo fra inflazione e disoccupazione sono ovviamente oggetto della massima attenzione da parte dei responsabili della politica economica e sono i fattori principali da cui dipendono le possibffità di successo delle politiche di stabilizzazione.




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Dr.Maurizio Cucchiara
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