Che cos'è la moneta?
La Moneta è un mezzo universalmente accettato per il pagamento dei debiti e come contropartita negli scambi, inoltre ha un'altra importante funzione: costituire riserva di valore.
Lo sviluppo di un’economia moderna, sia a livello nazionale che internazionale, non sarebbe stato possibile senza l’uso della moneta.
L’uso di uno strumento monetario che sia accettato dai partecipanti alle transazioni internazionali come strumento di pagamento e unità di conto costituisce un pre-requisito alle transazioni internazionali: senza un mezzo di pagamento e un’unità di conto il commercio internazionale tornerebbe al baratto.
Il problema fondamentale di un’economia di baratto consiste nel fatto che un individuo che voglia acquistare qualcosa non sa se il bene che offre in cambio sarà accettato dalla sua controparte.
La ricerca di una persona che abbia esattamente il desiderio simmetrico nello scambio, la ricerca, cioè, della "doppia coincidenza dei bisogni", impone costi assai rilevanti, ostacolando in tal modo il commercio internazionale.
I vantaggi derivanti dall’uso della moneta come mezzo di pagamento e unità di conto, sono evidenti sia nelle transazioni internazionali che nazionali, tuttavia l’introduzione di una sola moneta, universalmente accettata nelle sue funzioni, risulta assai problematica a livello internazionale.
La prima caratteristica fondamentale della moneta è che costituisce qualcosa di molto simile a un bene collettivo.
Ciò significa che i vantaggi della moneta derivano esclusivamente, per il singolo individuo, dal fatto che anche altri la usano.
Al contrario di altri prodotti, che presentano un’utilità per l’individuo indipendentemente dal fatto che anche altri li consumino, la moneta non ha alcuna utilità qualora venga usata da una sola persona: affinché abbia valore per un individuo è necessario che anche altri la utilizzino, e tanto più ampio è il gruppo di persone che utilizzano la stessa moneta tanto maggiore sarà l’utilità per l’individuo.
Vi è una seconda caratteristica della moneta, comunque, che cambia la natura del problema, rendendo la moneta un bene collettivo del tutto particolare: l’utffizzatore della moneta può es
sere indotto piuttosto facilmente a contribuire al sistema di offerta del bene collettivo, cioè a pagare per detenere moneta.
Ciò è dovuto al fatto che chiunque utilizzi moneta deve detenere attività monetarie (moneta legale, depositi in conto corrente) che non fruttano interessi (o comunque sono remunerate a tassi relativamente bassi).
In tal modo il detentore di moneta paga per il fatto stesso di rinunciare a un tasso di nteresse più elevato su altre attività.
Gli operatori privati troveranno profittevole offrire servizi monetari e il loro profitto scaturisce dal fatto che i detentori di moneta sono disponibili a pagare un prezzo sotto forma di minore rendimento su queste attività monetarie.
Veniamo ora ad una terza caratteristica della moneta: la disponibilità a detenere attività in moneta si basa sulla fiducia del detentore che queste attività non perderanno il loro valore.
Gli agenti economici, per accettare una certa moneta, devono confidare nel fatto che l’emittente non farà nulla che ne riduca il valore; se temessero che ciò potesse accadere, non deterrebbero volontariamente attività monetarie.
Per l’emittente nasce dunque il problema fondamentale di come convincere il detentore della propria credibilità.
Questo problema può essere risolto in due modi. In primo luogo investendo in tutto ciò che può favorire l’insorgere di un rapporto di fiducia.
Per esempio chi offre moneta può investire in capitali «irrecuperabili» (edifici grandi e lussuosi) cioè in attività reali che perdono molto del loro valore se l’affare viene interrotto.
Così facendo l’emittente si crea un vincolo convincendo anche il detentore della moneta che non scapperà né commetterà altre irragionevolezze.
Infatti se così fosse egli perderebbe i preziosi simboli di credibilità in cui ha investito.
Un altro, e forse più importante sistema di costruzione di un rapporto di fiducia è garantire che la moneta può essere convertita a un determinato prezzo in un’altra attività sul cui valore l’emittente non ha controllo.
Questo genere di garanzia esisteva durante il periodo del sistema monetario internazionale a riserva aurea (gold standard), quando i detentori di una valuta potevano convertire le loro riserve in oro presso la banca centrale.
La stessa garanzia esiste oggi nella maggior parte dei paesi in cui i depositi bancari possono essere convertiti in moneta legale ad un prezzo fissato.
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