Come funziona la Fotocamera Digitale
Le fotocamere digitali le videocamere digitali e le schede di acquisizione video stanno demolendo il monopolio degli scanner per le operazioni di immissione delle immagini nei computer.
La fotografia senza l’impiego della pellicola sensibile viene considerata da molti professionisti una grande innovazione: significa la fine dell’utilizzo di prodotti chimici dannosi, tempi di processo rapidissimi, evitare le operazioni di scansione e, nelle macchine della seconda generazione, anche produzione di qualità. Però lo sviluppo di questa tecnologia ha richiesto molti anni per raggiungere una certa diffusione.
In una macchina fotografica digitale l’elemento di registrazione delle immagini non è una pellicola sensibile alla luce ma uno o più matrici CCD di forma lineare o rettangolare.
Il numero di pixel che ogni specifico modello riesce a registrare è strettamente legato al numero di celle o fotodiodi impiegati nella matrice.
Fino a pochi anni fa le macchine fotografiche digitali erano in grado di registrare poche centinaia di migliaia di pixel per scatto, rispetto agli oltre 20 milioni di pixel prodotti da una normale macchina fotografica analogica da 35 mm con una pellicola a grana fine.
Le fotocamere che non utilizzano pellicola sensibile, come ad esempio le macchine fotografiche digitali, le videocamere digitali e le schede di acquisizione video stanno demolendo il monopolio degli scanner per le operazioni di immissione delle immagini nei computer.
Questi dispositivi hanno oggi una varietà molto ampia di utilizzi. Mentre le videocamere e le schede di acquisizione di immagini sono impiegate principalmente nei settori della produzione video e della multimedialità, le macchine fotografiche digitali stanno cominciando a entrare nel settore dell’editoria e delle pubblicazioni stampate.
Dunque le immagini prodotte da queste fotocamere digitali sono adatte esclusivamente per la visualizzazione su un monitor o una televisione: possiedono una risoluzione troppo bassa per la riproduzione in stampa (con l’eccezione di piccole fotografie per giornali).
Recentemente però l’industria ha fatto passi da gigante in molte direzioni, come ad esempio nella profondità di colore, nella velocità del processo, nella quantità di informazioni che possono essere catturate a ogni scatto e nelle opzioni di registrazione delle immagini che liberano la fotocamera dal legame con il computer e rendono possibili le fotografie per esterni o in azioni in movimento rispetto all’esclusivo lavoro in studio.
Oggi le fotocamere digitali si distinguono in tre grandi categorie, ognuna delle quali ha una propria nicchia di mercato:
Le fotocamere a bassa risoluzione dispongono di una memoria interna limitata o unità esterne di registrazione; riescono a effettuare parecchi scatti senza il diretto collegamento con un computer.
Queste macchine producono immagini digitali adatte per la multimedialità, la produzione video, quotidiani e (con la limitazione delle piccole dimensioni) nelle pubblicazioni secondarie a colori, come le comunicazioni aziendali e i listini.
Le fotocamere di medio livello possiedono delle matrici CCD con dimensioni sufficienti per generare file di molti megabyte di informazioni; normalmente possiedono una profondità di colore superiore ai 24 bit e i CCD impiegati hanno un elevato rapporto segnale/rumore.
Alcune di queste fotocamere devono essere collegate direttamente a un computer, fattore che le rende particolarmente adatte per lavorazioni in studio per la creazione di cataloghi di prodotti o per la fotografia di moda; il loro impiego per esterni è chiaramente troppo scomodo.
Alcuni recenti modelli di fotocamere digitali, possono registrare le immagini su supporti removibili ad alta capacità, oppure su piccole schede di memoria che le liberano dal vincolo del collegamento a un computer e aprono la strada agli scatti in esterna o in azioni in movimento.
è opportuno considerare con attenzione questi modelli di fotocamere, perché nel prossimo futuro avranno un enorme sviluppo commerciale.
Nella fascia alta del mercato delle fotocamere digitali vi sono i banchi ottici o camere di scansione, le cui altissime risoluzioni e le profondità di colore richiedono operazioni di acquisizione che possono durare anche parecchi minuti. La Dicomed Digital Camera Back rappresenta un esempio di questo tipo di macchine, che devono necessariamente essere collegate a un computer e sono particolarmente adatte per le applicazioni mediche, scientifiche, still-life, cataloghi e per la fotografia a pose lunghe.
Come si è potuto notare dagli esempi descritti, esiste ancora un compromesso tra la risoluzione ottica, la portabilità delle macchine e la velocità di acquisizione, che crea un netto stacco tra le possibilità offerte in studio con quelle in esterna.
Questo steccato è destinato gradualmente a essere abbattuto: macchine come la serie Nikon ES e la Kodak 460 ne rappresentano i primi esempi; l’adozione di nuovi CCD, l’introduzione di nuovi sistemi ottici e di più capienti sistemi di registrazione consentiranno di effettuare le operazioni di acquisizione molto più rapidamente e a risoluzioni molto elevate.
Se si considera l’acquisto di una fotocamera digitale, è necessario raccogliere le informazioni relative alla risoluzione, alla portabilità, alla profondità di colore, all’equivalente indice ISO, alle necessità di illuminazione e le opzioni di archiviazione delle immagini digitali.
Acquisizione elettronica contro acquisizione basata su pellicola
Se si possiede un’esperienza nella fotografia tradizionale si potrà trovare sorprendente il nuovo linguaggio adottato per le macchine fotografiche digitali, che sostituisce i tempi con i bit. Tuttavia esistono delle rigide corrispondenze tra il vecchio e il nuovo metodo di acquisizione.
Alcuni termini sono ad esempio: Risoluzione, Il termine elettronico “risoluzione” ha una diretta relazione con il concetto di grana della pellicola basata sui salì d’argento. Un’alta risoluzione corrisponde a una pellicola a grana fine.
Indici equivalenti ISO.
A differenza degli scanner, le macchine fotografiche digitali definiscono la loro gamma dinamica in termini di indici ISO equivalenti (International Standards Organization) rispetto al valore di densità.
Ciò perché le macchine fotografiche digitali hanno radici nella fotografia tradizionale, dove la velocità determina la sensibilità alla luce di una specifica pellicola.
Esiste una diretta corrispondenza in termini di gamma dinamica, contrasto e dimensione della grana tra gli indici 150 utilizzati per le macchine fotografiche digitali e gli indici ASA adottati per quelle tradizionali.
Iindici 150 bassi possono essere tradotti in immagini a basso contrasto, alta risoluzione e ampia gamma dinamica, mentre un alto indice 150 corrisponde a immagini con alto contrasto, bassa risoluzione e una più limitata gamma dinamica.
Come gli scanner a letto piano e gli scanner per trasparenze, anche le macchine fotografiche digitali sono sensibili al rumore di fondo e altre interferenze. La causa principale di rumore è la variazione di temperatura tra i singoli elementi CCV.
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