Come funziona la Videocamera Digitale
La cosa che interessa maggiormente i principianti che si avvicinano per la prima volta al video editing è certamente la fase di acquisizione che sfrutta la qualità e la tecnologia messa a disposizione delle moderne videocamere.
Le immagini generate da videocamere o schede di acquisizione, contengono segnali analogici adatti alla visualizzazione su una televisione. Una conseguenza di ciò comporta che la cattura di una intera videata di informazioni richiede due passaggi.
Questo interlacciamento di dati rende le immagini video adatte all’impiego in presentazioni basate su computer, ma scarsamente idonee per l’uscita in stampa o per la multimedialità interattiva, in quanto si possono manifestare dei problemi di sfuocatura e altre interferenze.
La gamma dinamica può essere un altro importante fattore quando si generano immagini video. Occorre ricordare il compromesso esistente tra la dimensione dei sensori CCD e la loro sensibilità alla luce.
La dimensione dei singoli sensori CCD nelle videocamere digitali è molto piccola, per cui questi dispositivi per poter acquisire dei buoni dettagli e ampliare la loro gamma dinamica richiedono maggiore luminosità dell'ambiente rispetto alle macchine fotografiche basate su pellicola sensibile.
Inoltre, le videocamere digitali producono immagini all'interno di un ristretto campo di colori, che risulta più saturato rispetto alla scala CMYK utilizzata in stampa.
Attraverso alcune operazioni di regolazione delle tonalità, di correzione e di bilanciamento dei colori con un programma di fotoritocco è possibile utilizzare le immagini video anche per altri scopi.
Un altro fattore da considerare quando si opera con immagini video è la quantità di informazioni disponibili e le relative implicazioni sull'uscita finale.
Le videocamere digitali limitano la loro area di acquisizione fino alle dimensioni di uno schermo televisivo (512 x 480, 640 x 480 o al massimo 756 x 756 pixel negli Stati Uniti, nel Canada e in Giappone, dove esiste una maggiore risoluzione standard, determinata dallo standard NTSC (National Television Standards Committee).
Al massimo, immagini di queste dimensioni possono essere adottate per la stampa di listini prezzi, di bilanci aziendali, comunicazioni commerciali o altre pubblicazioni nelle quali le immagini vengono riprodotte in dimensioni molto piccole o in quelle in cui la risoluzione è meno importante del contenuto.
Alcune videocamere digitali eseguono delle operazioni di interpolazione per poter ottenere immagini di risoluzione maggiore.
Quando si parla di digitale si sottintende nella grande maggioranza dei casi il formato DV, nella sua versione compatta MiniDV, che grazie a prezzi sempre più bassi e ottime performance in fatto di qualità, è ormai leader di vendite.
Questo formato è contraddistinto dal fatto che le immagini vengono acquisite dal camcorder direttamente in digitale e salvate sottoforma di "bit" sul nastro magnetico della cassetta. Nei VHS o Video8Hi, invece, il segnale rimane analogico in tutto il processo. Risulta chiaro quindi che la qualità acquisita in MiniDV non subirà peggioramenti dovuti a copie o trasferimenti, posto che vengano effettuati con connessioni digitali, poiché i bit vengono trasferiti tali e quali sono.
Il Formato MiniDV è migliore sotto tutti i punti di vista qualitativi: possiede una risoluzione verticale praticamente doppia (500 linee contro le 280/240 dei formati Video8Hi/VHS-C) e questo permette immagini più nitide e colori più fedeli. Anche la componente audio è più definita, con la possibilità di memorizzare 2 o 4 canali con qualità 12 o 16 bit.
Inoltre, la predisposizione nativa del DV al montaggio non lineare, lo ha portato ad essere un ottimo strumento di post-produzione anche di livello consumer. Infatti non necessita di una conversione analogico/digitale ma solo, come abbiamo detto, di un trasferimento di bit tra cassetta e hard disk, durante il quale non si ha nessuna perdita di qualità
TRASFERIMENTO/CATTURA CON FIREWIRE
La cosa che interessa maggiormente i principianti che si avvicinano per la prima volta al video editing è certamente la fase di acquisizione che sfrutta la qualità e la tecnologia messa a disposizione delle moderne videocamere.
Ripetiamo la prima cosa da avere ben chiara: il formato DV con cui la videocamera memorizza le vostre riprese, è un formato digitale, nonostante sia registrato con tecniche tradizionali su nastri magnetici.
Questo vuol dire che le informazioni salvate sono bit, e come tali sono già per natura riconoscibili dal PC. Per questo si usa dire "formato digitale DV nativo" nel senso che il DV ha un suo formato (e una sua compressione, di qualità circa 5:1) standard già preimpostato all'atto della ripresa.
Detto questo si capisce come non sia più necessaria la fase di conversione analogico/digitale che viene impiegata con i camcorder VHS o Hi8 e di conseguenza non è più necessaria una costosa (e quasi obsoleta) scheda di acquisizione che converta e comprima il flusso video.
Sul PC basta una "porta" di ingresso digitale che permetta il passaggio al flusso dati del DV da camcorder a disco fisso. La porta di cui stiamo parlando è il firewire.
In realtà non si tratta di un semplice copia e incolla da nastro a disco. Il flusso DV va comunque interpretato e "inscatolato" nel formato AVI (secondo le specifiche AVI Type I e Type II), compatibile con windows e le librerie video.
Comunque sia, la cattura, che può avvenire con un qualsiasi programma che supporti la connessione appena eseguita e il formato DV, è praticamente identica a quella effettuata per via analogica.
Da sottolineare comunque che il tutto avviene con un codec DV software che impegna le risorse del processore centrale. In questo caso un processore veloce è decisamente un grosso aiuto.
Alcune utili osservazioni:
La connessione firewire e la connessione USB, pur essendo della stessa famiglia, sono due cose differenti. Per certi versi sono simili (entrambe di tipo informatico, bidirezionali e compatibili con flussi video/audio) ma quella USB non è performante come la sorella maggiore. Anche se la versione 2.0 di USB è molto veloce, sui camcorder non si utilizza per il trasferimento di video DV ma solo per le istantanee, audio e video memorizzati su memory card, più leggeri e già di tipo informatico. In generale quindi per acquisire DV dovete dotarvi di una scheda firewire.
C'è da dire che in commercio cominciano a comparire videocamere che possono trasferire video in formato miniDV anche attraverso la porta USB, eliminando l'esigenza di una porta firewire. Si deve quindi prestare attenzione al modello di videocamera che si intende scegliere. Immaginiamo che in poco tempo tutti i camcorder potranno trasferire video attraverso la porta USB, ma per ora la cosa va verificata.
Si deve annotare anche un altro fatto: tutti i camcorder digitali sono dotati di uscite analogiche tradizionali (video/audio out, S-Video, ecc…) e in alcuni casi anche di entrate analogiche.
Questo per mantenere compatibilità con hardware e metodologie passate. Quindi si possono effettuare gli stessi collegamenti di un camcorder analogico e, volendo, persino acquisire in analogico.
La qualità del DV, ovviamente, scemerà a seconda della scheda di acquisizione analogica di cui siamo dotati e della sua capacità di conversione/compressione. Ma non si deve sottovalutare questa opportunità per due ragioni:
La connessione firewire non è solo un canale che permette il transito di audio e video. In molti casi dà la possibilità di pilotare il camcorder collegato direttamente dal PC, tramite pulsanti virtuali di play, rec, stop, ecc… questo semplifica notevolmente le operazione di ricerca delle sequenze
Sempre grazie a questa connessione, è possibile impostare, precedentemente alla cattura, gli spezzoni da memorizzare, specificando col timecode il fotogramma di inizio e di fine per ogni sequenza.
In questo modo, dato lo start, sarà il PC a dare inizio alla ricerca delle sequenze sul nastro del camcorder e a memorizzarle tutte con nomi differenti, senza farci muovere un dito. Questa tecnica si chiama "cattura in batch" e può essere effettuata in background.
Grazie alla connessione firewire è possibile catturare anche in formati diversi dal DV. Non sono pochi i dispositivi di cattura che utilizzano questa connessione per la cattura mpeg2.
E' naturale che, in questi casi, il PC debba effettuare un'operazione di ricompressione e conversione del formato DV nativo a mpeg2, magari supportato da un chip dedicato all'interno del dispositivo.
Le uscite analogiche di un camcorder permettono la visione delle sequenze filmate su televisori e il riversamento di un nastro DV su un VHS e Hi8 semplicemente collegando il vcr alla videocamera.
Le entrate analogiche (se sono previste dal camcorder assieme alla funzionaità DV-IN) non solo permettono il riversamento di vecchi nastri analogici su quelli DV (più duraturi e comodi) ma anche una cattura su PC da sorgenti analogiche, funzionando il camcorder come convertitore analogico/digitale. Da non sottovalutare!
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Dr.Maurizio Cucchiara
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