Cosa sono gli indicatori economici?
Gli indicatori economici sono grandezze numerarie adatte ad essere contabilizzate in un sistema di contabilità nazionale ad hanno lo scopo di informare sull'andamento di una economia.
Uno schema di riferimento classico per un'analisi che riguardi il sistema economico nel suo insieme è quello che suddivide le informazioni statistiche disponibili in indicatori economici di domanda, indicatori economici di offerta ed indicatori economici di tensione.
Utilizzando tale schema di riferimento, gli indicatori economici possono essere classificati a seconda che appartengano ad una delle tre categorie suddette.
Nel caso italiano avremo come esempi di indicatori economici da associare alle tre categorie:
A)INDICATORI ECONOMICI DI DOMANDA
-Esportazioni: dati doganali delle esportazioni; incassi di valuta per vendita merci; servizi e redditi di fattori; importazioni mondiali (come stima della domanda mondiale).
-Consumi privati: disponibilità di beni di consumo, vendite al dettaglio; immatricolazioni o vendite di autovetture; presenze alberghiere; intenzioni di acquisto delle famiglie; indicatori di reddito disponibile delle famiglie.
-Consumi collettivi: spese della Pubblica Amministrazione.
-Investimenti fissi lordi: disponibilità di beni di investimento; ordini di beni di investimento; immatricolazioni di mezzi di trasporto; indicatori dell'edilizia; intenzioni di investimento delle imprese.
B) INDICATORI ECONOMICI DI OFFERTA
-Produzione interna: raccolti agricoli; indici di produzione industriale; statistiche dell'edilizia; indici dei trasporti ferroviari; marittimi ed aerei; ore lavorate per settori produttivi.
-Importazioni: dati doganali delle importazioni; esborsi di valuta per merci; servizi e redditi di fattori.
C) INDICATORI ECONOMICI DI TENSIONE
-Prezzi: indici dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali; indici dei prezzi del commercio estero, indici dei prezzi alla produzione; indici dei prezzi al consumo; indici del costo della vita.
-Salari: salari minimi contrattuali; retribuzioni di fatto nell'industria; indici di contingenza.
-Disoccupazione: numero dei disoccupati; iscritti alle liste di collocamento; tassi di rotazione nelle imprese; ore concesse di Cassa integrazione guadagni.
-Mercato monetario e finanziario: massa monetaria; disavanzo pubblico; impieghi delle aziende di credito; tassi di interesse;corsi delle azioni.
-Bilancia dei pagamenti: saldo doganale degli scambi con l'estero; ragioni di scambio; bilancia valutaria; corso dei cambi.
L'analisi della domanda e dell'evoluzione dell'offerta consente di verificare se si producono tensioni nel sistema economico e per quali cause; essa consente,quindi, di qualificare la posizione ciclica del sistema economico.
Ad esempio, se gli indicatori economici della domanda segnalano forti aumenti mentre quelli dell'offerta indicano progressioni più moderate, significa che il sistema economico è in fase di espansione iniziale, perchè la maggiore domanda viene soddisfatta da una riduzione iniziale delle scorte più che da un aumento dell'offerta e quindi della produzione.
Se però contemporaneamente aumentano in maniera significativa i prezzi e si deteriorano gli indicatori della bilancia dei pagamenti, allora vorrebbe dire che la fase di espansione è prossima ad un processo di surriscaldamento, dato che l'offerta interna non è in grado di soddisfare la domanda, al punto che scendono le scorte, aumentano i prezzi e si gonfiano le importazioni.
Ma la disponibilità di conti trimetrali, pur se necessaria, non esaurisce l'esigenza di seguire costantemente gli indicatori specifici sia per il dettaglio di informazione che essi offrono, sia (e soprattutto) per la maggiore rapidità e per la maggior frequenza di segnali che essi inviano con le loro cadenze mensili o settimanali.
Più articolato è, invece, uno schema di interpretazione che include il precedente ma che si riferisce più specificamente al circuito del reddito ed al funzionamento del sistema economico.
In tale schema, gli indicatori economici congiunturali sono organizzati in maniera sequenziale, approssimando lo schema di funzionamento di un sistema economico aperto all'estero.
Si parte da variabili di descrizione del contesto internazionale (indici congiunturali dei paesi più rilevanti; indici del commercio mondiale; prezzi internazionali; tassi di interesse sui mercati esteri; corsi delle azioni; tassi di cambio delle monete; indici di competitività) per qualificare l'andamento delle nostre esportazioni (indici delle esportazioni su base doganale e dati valutari).
Si passa, poi, agli indicatori economici della politica economica nazionale che influenzano l'evoluzione congiunturale con scelte autonome: la politica di bilancio (incassi e pagamenti del settore pubblico) e la politica monetaria (attivita finanziaria; credito all'economia; depositi ed impieghi bancari; tassi di interesse attivi e passivi).
Abbiamo così gli elementi per valutare l'andamento della domanda interna (clima di opinione degli operatori economici; indicatori degli ordinativi alle imprese; disponibilità per beni di consumo ed investimento; giudizi sull'andamento degli ordinativi e delle vendite; giudizi sulle scorte) e per qualificarne i riflessi sull'offerta interna (produzione industriale e fatturato) e sulle importazioni (indici delle importazioni su base doganale e dati valutari).
Sulla base di questi elementi, si può passare a valutare l'utilizzo dei fattori della produzione:
occupazione;
disoccupazione;
ricorso alla Cassa integrazioni guadagni.
nonché le tensioni sui prezzi e salari:
indici dei salari e del costo del lavoro
per terminare con la bilancia dei pagamenti:
bilancia commerciale con l'estero su base doganale;
bilancia valutaria.
Un esempio di questa sequenza di osservazioni è adottata dal Centro Studi Confindustria nella sua «Rassegna Congiunturale».
L'importanza di uno schema di interpretazione non sta tanto nella esaustività o analiticità delle relazioni sottintese, quanto nella capacità di evidenziare le principali relazioni che intercorrono tra gli indicatori economici effettivamente disponibili e di consentire una visione di sintesi, elaborata partendo da un numero significativo di indicatori economici ed effettuabile in maniera sufficientemente rapida.
Nella figura qui sotto sono state messe in evidenza le relazioni principali tra gli indicatori economici:

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