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Calcolo Assegni Familiari

L’assegno per il nucleo familiare è determinato in base a determinate tabelle e varia in funzione della composizione del nucleo e del reddito familiare.




La legge finanziaria 2007 ha modificato i livelli di reddito e l'importo dell'assegno stesso di alcune tabelle a decorrere dal 1 gennaio 2007. I collegamenti che troverete in questa pagina puntano direttamente ai dati aggiornati sul sito dell'INPS.

L’assegno per il nucleo familiare consiste in una erogazione economica corrisposta dall’INPS - generalmente tramite il datore di lavoro - in misura differenziata in rapporto alla composizione del nucleo familiare del lavoratore beneficiario ed in relazione al livello di reddito riferibile al nucleo stesso.

Il datore di lavoro si rivale della somma anticipata, conguagliandola con i contributi dovuti all’INPS.

In alcuni casi l’assegno è tuttavia erogato direttamente dall’INPS.

La disciplina sull’assegno per il nucleo familiare si applica a tutti i lavoratori dipendenti, qualunque sia la loro età, il sesso e la nazionalità.

La normativa si applica anche ai lavoratori che prestano la loro opera presso aziende diverse: l’assegno spetta in questo caso soltanto per l’attività principale;

ai soci di società e di enti cooperativi, anche di fatto, che prestino lavoro per conto delle società e degli enti stessi.

Reddito del nucleo familiare

Ai finì del diritto all'assegno il reddito familiare è costituito dalla somma dei redditi del richiedente l'assegno e delle altre persone componenti il suo nucleo familiare.

I redditi del coniuge non devono essere computati nel caso in cui questi risulti legalmente ed effettivamente separato.

Il reddito familiare è quello dei componenti il nucleo nel periodo di riferimento della domanda, indipendentemente dal fatto che nel periodo di riferimento del reddito tale nucleo potesse essere diverso (per sopraggiunti eventi, quali separazioni, matrimoni, nascite o morti).

Il reddito familiare da considerare è costituito dall'ammontare dei redditi complessivi conseguiti dai suoi componenti nell'anno solare precedente il 10 luglio di ciascun anno ed ha valore per la corresponsione dell'assegno fino al 30 giugno dell'anno successivo (quindi per il periodo 1/7/2006 - 30/6/2007 si fa riferimento ai redditi del 2005)


Concorrono a formare il reddito familiare i redditi complessivi assoggettabili all'IRPEF e i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a € 1.032,92, quelli esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva fatta eccezione degli importi relativi all'indennità di accompagnamento ed alle pensioni di guerra.


Il limite - naturalmente da intendersi annuo - di € 1.032,92 stabilito quale importo massimo per non prendere in considerazione i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (al lordo delle relative ritenute erariali), va riferito alla somma dei redditi di tale tipo di pertinenza del nucleo familiare nel suo complesso.

A titolo esemplificativo, tra i redditi da considerare, se complessivamente superiori a € 1.032,92 si citano quelli derivanti da pensioni, indennità e assegni erogati dal Ministero dell'interno ai ciechi, sordomuti ed invalidi civili; pensioni sociali; assegni accessori annessi alle pensioni privilegiate di prima categoria; rendite da BOT, da CCT e da altri titoli emessi dallo Stato; interessi dei depositi e dei conti correnti bancari e postali; premi e vincite del lotto e dei concorsi a pronostici (INPS circ. n. 12/1990).

Non sono da includersi, inoltre, le pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva vittime di infortunio (cd. pensioni militari tabellari) e le rendite vitalizie INAIL, mentre deve essere computata l'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta erogata dallo stesso INAIL.

Non si computano nel reddito familiare i trattamenti di fine rapporto, comunque denominati, e le anticipazioni sui trattamenti stessi, nonché i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge.

Non sono inoltre computate nel reddito familiare le somme corrisposte a titolo di arretrato per prestazioni di integrazione salariale riferite ad anni precedenti a quello di erogazione.

I redditi da lavoro debbono essere considerati al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori per legge.

Quota dei redditi da lavoro dipendente ed assimilati

L'assegno per il nucleo familiare spetta a condizione che la somma dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente o parasubordinato, relativi al nucleo familiare nel suo complesso, non sia inferiore al 70 per cento del reddito familiare complessivo.

Per redditi di lavoro parasubordinato intendiamo quelli derivanti da attività di collaborazione coordinata e continuativa a progetto.

Se l'incidenza percentuale dei redditi da lavoro dipendente rispetto ai redditi di altra natura non sia quantificabile in quanto, nell'anno considerato, entrambi inesitenti (o in quanto risultino solo redditi negativi), la condizione di cui sopra non si verifica: il diritto va quindi riconosciuto.

Per converso, l'esistenza solo di redditi diversi da quelli derivanti da lavoro dipendente o parasubordinato, ancorché di modesta entità, non può che comportare l'esclusione dal diritto.

Per determinare l'ammontare dell'assegno per il nucleo familiare occorre preventivamente classificare il nucleo familiare del beneficiario in una delle seguenti tipologie: (vedi tabella)


Le tabelle sono sul sito dell'INPS e consentono di individuare, per ciascun livello di reddito ed in relazione al numero dei componenti il nucleo familiare, l’importo dell’assegno da erogare mensilmente al richiedente.

Il diritto alla percezione dell’assegno decorre dal primo giorno del periodo di paga in corso alla data in cui si verificano le condizioni prescritte e cessa alla fine del periodo di paga in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare.

Accertamento del diritto e corresponsione dell’assegno.

L’accertamento del diritto agli assegni è effettuato dal datore di lavoro che provvede ad esaminare la documentazione prodotta dal lavoratore sugli appositi modelli predisposti dall’INPS (modulo di domanda e dichiarazione dei redditi posseduti dai componenti del nucleo familiare).

Nei casi di seguito indicati la corresponsione da parte dei datori di lavoro dell’assegno per il nucleo familiare è subordinata ad autorizzazione dell’INPS:

A) Assegno per il nucleo familiare comprendente figli di divorziati o separati legalmente o figli naturali (propri o del coniuge) legalmente riconosciuti dall’altro genitore ovvero figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio ovvero fratelli, sorelle e nipoti;

B) Assegno per il nucleo familiare comprendente soggetti maggiorenni inabili ad un proficuo lavoro: la domanda dovrà essere corredata dalla certificazione medica di parte, attestante lo stato di inabilità (qualora non sussista già altra idonea documentazione);

C) Assegno per il nucleo familiare comprendente soggetti minorenni nelle previste condizioni di incapacità: la domanda dovrà essere corredata dalla certificazione medica di parte, attestante il predetto stato (qualora non sussista già altra idonea documentazione dello stato di incapacità);

D) Assegno per il nucleo familiare comprendente familiari (di cittadino italiano o straniero), residenti all’estero in Stati membri della Unione Europea o convenzionati: la domanda deve essere presentata alla sede nella cui circoscrizione il lavoratore presta la propria attività;

E) Mancata dichiarazione del coniuge: la domanda di autorizzazione va anche presentata in tutti i casi in cui sul modulo di domanda del trattamento di famiglia non venga rilasciata la dichiarazione del coniuge del richiedente.

Limiti minimi di prestazione lavorativa e misura dell’assegno

Per i lavoratori dell’industria, artigianato, commercio, arti e professioni gli assegni spettano in misura intera se nel periodo di paga sono stati raggiunti i seguenti limiti minimi di prestazione oraria:

104 ore mensili per gli operai e 130 per gli impiegati.

In ogni caso non possono essere corrisposti più di 6 assegni giornalieri in una settimana e più di 26 in un mese.

Periodi di assenza dal lavoro

Per i lavoratori che abbiano conseguito il requisito minimo di una settimana di lavoro (anche presso più datori di lavoro), gli assegni devono essere corrisposti anche durante le assenze per:

- ferie;
- aspettativa per chiamata a funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali, e permessi retribuiti per i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali ed i lavoratori eletti a cariche pubbliche;

- giornate festive e festività soppresse dal combinato disposto della L. n. 54/1 977 e del D.P.R. n. 792/1985, per le quali venga corrisposta la retribuzione in assenza di prestazione lavorativa;


- intervento della Cassa integrazione guadagni;

- congedo matrimoniale.

Per le seguenti fattispecie di assenza valgono invece particolari modalità:

• infortunio sul lavoro o malattia professionale: gli assegni sono dovuti per il periodo di inabilità, ivi compresa la “carenza”, per un massimo di 3 mesi. Per le persone non soggette alle norme sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’infortunio è considerato alla stregua della malattia;

• malattia: gli assegni sono dovuti per tutto il periodo in cui viene corrisposta, per legge o per contratto, l’indennità di malattia o (in tutto o in parte) la retribuzione da parte del datore di lavoro. Gli assegni sono dovuti anche per il periodo di “carenza”. Qualora la malattia divenga causa di interruzione del rapporto di lavoro gli assegni sono corrisposti per la durata della malattia fino ad un massimo di 3 mesi;

• gravidanza e puerperio: gli assegni sono corrisposti per tutto il periodo di astensione dal lavoro obbligatoria e facoltativa, per le assenze dal lavoro durante le malattie del bambino di età inferiore a 3 anni e per i permessi concessi alla lavoratrice madre o al lavoratore padre di minore con handicap ovvero al parente o affine entro il terzo grado convivente che assiste una persona con handicap; gli assegni sono corrisposti anche per le assenze spettanti alle lavoratrici che hanno adottato bambini o che li hanno ottenuti in affidamento preadottivo ed al padre lavoratore;

• richiamo alle armi: gli assegni sono corrisposti per il periodo in cui sussiste l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere la retribuzione in tutto o in parte, per legge o per contratto collettivo. Lavoratori a tempo parziale

Per i lavoratori a tempo parziale il computo deve essere effettuato per ciascuna settimana, anche in caso di retribuzione mensile (INPs circ. n. 110/1992).

Gli assegni familiari spettano nell’intera misura settimanale (6 assegni giornalieri), qualora vengano prestate almeno 24 ore di lavoro nella settimana.

Il numero minimo di ore lavorate, per aver diritto all’intero assegno settimanale, è sempre di 24 sia che il lavoratore rivesta la qualifica di operaio, che di impiegato.

Nell’ipotesi che il lavoratore presti la propria attività presso diversi datori di lavoro, ai fini del raggiungimento del limite minimo delle 24 ore, devono cumularsi le ore effettuate nei diversi rapporti di lavoro.

Se il limite minimo non viene raggiunto spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata: in questa fattispecie e nell’ipotesi di settimana corta il sabato non lavorato resta escluso (INPs circ.n. 38/1985).

Ad esempio:

a) al lavoratore a tempo parziale, con prestazione giornaliera di 5 ore per 5 giorni la settimana, spetta l’intero assegno settimanale;

b) al lavoratore a tempo parziale, con prestazione giornaliera di 4 ore per 5 giorni la settimana, spettano 5 assegni giornalieri e non l’intero assegno settimanale, non essendo realizzato il limite delle 24 ore settimanali;

c) al lavoratore a tempo parziale, con concentrazione delle prestazioni lavorative in alcune settimane o in alcuni mesi dell’anno, gli assegni spettano solamente per le settimane in cui vi sia effettiva prestazione di attività lavorativa e in relazione alle ore di lavoro prestate nelle stesse settimane (INPS circ. n. 67/1989).

Nell’ipotesi di pluralità di rapporti a tempo parziale, l’assegno viene corrisposto dal datore di lavoro presso il quale viene svolta l’attività principale.

Se il limite minimo non viene raggiunto spettano al lavoratore a tempo parziale tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata.

L’assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori in part-time orizzontale con orario di lavoro inferiore alle 24 ore settimanali, anche per le giornate di assenza dal lavoro (ad. es. per ferie, malattia, maternità o infortunio sul lavoro), a condizione che:

— l’assenza si sia verificata nel periodo contrattualmente previsto per lo svolgimento dell’attività lavorativa;
la giornata di assenza sia retribuita o indennizzata.

I lavoratori in part-time verticale non hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare per le giornate di assenza che cadono nel periodo contrattuale di pausa lavorativa.

Adempimenti del datore di lavoro

Il datore di lavoro provvederà a determinare il diritto all’assegno per il nucleo familiare e la relativa misura dopo aver:

a) individuato la composizione del nucleo familiare;

b) calcolato il reddito familiare e il totale dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato;

c) accertato l’esistenza del requisito del 70 per cento dei redditi da lavoro dipendente ed assimilati;

d) stabilito quali importi erogare in relazione alla esistenza o meno delle condizioni previste per l’aumento dei livelli di reddito, al reddito familiare considerato ed al numero dei componenti.

Qualora il lavoratore comunichi una variazione del nucleo familiare ovvero delle condizioni che danno titolo all’aumento dei limiti di reddito, il datore di lavoro dovrà procedere alla rideterminazione dei trattamenti di famiglia trascrivendone le risultanze nell’apposito spazio del modello presentato.

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