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Carta di credito prepagata

Le carte prepagate ricaricabili consentono anche a chi non ha un conto corrente bancario o postale di avere una tessera elettronica per ritirare contanti dagli sportelli Atm o fare acquisti nei negozi e su Internet.







Le carte di credto prepagate hanno conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi anni: parliamo di oltre un milione di carte emesse.

Leader indiscusso di mercato le Poste Italiane con la carta Postepay che da sola compre circa il 70% del mercato, mentre le banche si spartiscono il resto.

Quali sono i motivi del boom? Le carte prepagate ricaricabili, da alcuni chiamate anche carte di credito scalari, consentono anche a chi non ha un conto corrente bancario o postale di avere una tessera elettronica per ritirare contanti dagli sportelli Atm o fare acquisti nei negozi e su Internet.

Si comprano in banca o in Posta e permettono di caricare in genere fino a 1.500 euro (alcune arrivano anche fìno a 10.000 euro).

Ovviamente non è possibile utilizzare la carta oltre l'importo caricato. Sono ricaricabili, perché la stessa carta può essere rifornita di fondi più volte fino alla sua naturale scadenza.

In effetti le carte di credito prepagate o ricaricabili non sono nemmeno delle carte di credito: sarebbe più corretto chiamarle carte di debito.

A differenza della carta di credito ordinaria infatti, una carta prepagata non prevede nessuna anticipazione di denaro, nè da parte dela banca, nè da parte dei circuiti interbancari di pagamento (Visa, Mastercard, ecc.).

Le carte prepagate o scalari hanno fatto la loro comparsa in Italia nel 2002-2003.

A causa del loro costo convenivano inizialmente ai minori in viaggio all'estero oppure a chi non possedeva o non voleva avere una carta ordinaria e necessitava soltanto di fare piccoli acquisti su Internet.

A nostro parere ora non è più così, a patto che si sappia utilizzarle in modo corretto, da un punto di vista del consumatore.

Le carte prepagate sono sempre più utilizzate e non solo per fare acquisti su Internet, ad esempio ora sono utilizzate anche dalle aziende per le note spese dei loro dipendenti.

Occorre comunque fare attenzione a 2 categorie di costi: quelli di ricarica e quelli di richiesta di saldo ed estratto conto.

Non c'è un canone annuale come per la carta di credito, ma ci sono in compenso alcune commissioni: all'apertura, per ogni ricarica e spesso per ogni prelievo.

Da notare che la banca non corre alcun rischio, come avviene per la carta di credito ordinaria, difatti dispone subito dei soldi che sono versati dal cliente e quindi non fa alcun prestito.

Ma non c'è solo l'handicap del costo: anche sul fronte della sicurezza sono gli emittenti a non correre rischi.

In quasi tutti i casi non è previsto un limite di responsabilità per il titolare in caso di furto o smarrimento della carta.

Quindi prima del blocco le eventuali spese fraudolente sono a carico del titolare senza alcun limite (considerate che ci sono carte che consentono di caricare fino a 1.500 euro).

In questo modo le società emittenti ignorano la raccomandazione UE 489 del 1997, che afferma che, in caso di smarrimento o furto della carta di pagamento, il titolare rimane responsabile, fino al momento della comunicazione, solo nei limiti di 150 euro, a meno che non abbia agito con colpa grave o in maniera fraudolenta.

Dall'analisi delle caratteristiche economiche e contrattuali delle carte prepagate disponibili sul mercato emerge che costo e sicurezza sono i punti deboli di questi strumenti.

Dall'altra parte, e forse questo spiega il loro successo, questi mezzi di pagamento sono apprezzati soprattutto per la loro facilità e flessibilità d'uso.

Dal momento che non c'è bisogno di nessun fido e nemmeno di alcun conto corrente, i tempi di rilascio della carta sono immediati: basta infatti un documento di identità, il codice fiscale e la somma per la ricarica iniziale, a partire da € 10.00.

E' bene inoltre chiarire che la carta prepagata è uno strumento molto diverso dalla carta di credito ordinaria e come tale va usato.

La carta di credito ordinaria infatti consente al titolare di fare pagamenti nell'arco di un mese e ripagarli poi tutti insieme il mese successivo.

Le carta prepagata o scalare permette invece di fare pagamenti fino al limite di quanto caricato.

Le carte prepagate possono essere convenienti: per chi non ha una carta di credito, non vuole acquistarne una e ha intenzione di fare acquisti online, per i genitori che vogliono dare un mezzo di pagamento ai figli quando vanno in vacanza all'estero e a tutti quelli che hanno scelto di non avere un conto bancario.

L'accoppiata conto Bancoposta-PostePay consente per esempio di poter disporre praticamente dei medesimi servizi di cui gode il possessiore di un normale conto corrente bancario + carta di credito ordinaria, ma ad una frazione del costo.

Se poi si utilizza regolarmente il canale Internet sia per ricevere bonifici che per consultare il saldo e si è disposti a rinunciare all'estratto conto cartaceo, allora il vantaggio è ancora maggiore.

Non tutti sanno infatti che una carta prepagata o ricaricabile, pur non appoggiandosi ad alcun conto corrente, dispone di proprie coordinate IBAN (ABI, CAB, NUMERO CONTO) come qualsiasi altro conto bancario, e questo è vero sia per la PostePay di Poste Italiane, sia per le prepagate emesse da banche.

Ecco tutti i costi da mettere in conto:

- costo di emissione: si versa un importo una tantum al rilascio e vale fino alla scadenza, compresa tra uno e cinque anni. Si va da 0 a 20Euro. Fino a 8-10 Euro il costo è plausibile.

- l'operazione di ricarica della carta, una volta esaurita la disponibilità iniziale, ha un costo: da 1 a 5 euro (1-2 Euro è normale, oltre secondo noi è troppo).

- commissioni per rifornimento di benzina: solo pochissime carte le richiedono, quindi nella maggior parte dei casi queste operazioni sono gratuite (così pure i pagamenti ViaCard).

- commissioni per il blocco della carta: in genere è di 5 euro, ma c'è chi arriva a chiedere anche somme superiori. Sono molte le carte che non applicano nessuna spesa;

- spese di rimborso del residuo: il rimborso può essere chiesto in qualsiasi momento, purché entro dodici mesi dalla scadenza della carta. Occorre dire che non è mai conveniente chiedere il rimborso, molto meglio utilizzare la carta fino al suo esaurimento.

- costo per il prelevamento dagli ATM: varia a seconda che avvenga in Italia allo sportello dell'ente emittente, in un Paese dell'Unione europea e in un Paese extra-Uem (cioè non appartenente all'area euro);

- commissioni aggiuntive sul cambio quando la carta è usata nei Paesi extra UE: per prelevare o pagare, gli utilizzi vengono convertiti in euro a un tasso di cambio fissato ogni giorno dal circuito di appartenenza della carta, a cui viene aggiunta una commissione compresa tra lo 0,5% e il 2%;

- in qualche caso c'è anche il costo di invio dell'estratto conto, ma in genere non è previsto, le operazioni e i saldi si possono controllare su Internet oppure in uno sportello Atrn.



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