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Carta di credito rateale

La carta di credito rateale, detta anche carta di credito revolving, non è altro che una normale carta di credito la quale consente di pagare a rate, anzichè in unica soluzione, il saldo dell'estratto conto mensile.







La Carta di credito rateale, detta anche carta di credito revolving, non è altro che una normale carta di credito la quale consente di pagare a rate, anzichè in unica soluzione, il saldo dell'estratto conto mensile.

La Carta di credito rateale o revolving, il cui utilizzo è aumentato enormemente negli ultimi anni anche in Italia, alimenta il cosiddetto 'Credito al consumo'.

La legge parla di credito al consumo per i finanziamenti che hanno un importo compreso tra i 150 e i 30.000 euro.

Per lo shopping a credito si utilizzano sempre di più le 'comode rate mensili' con la prima rata fra sei mesi': sono i finanziamenti offerti dalle finanziarie per l'acquisto di un determinato bene o servizio e sono detti anche 'prestiti finalizzati'.

Gli italiani ricorrono sempre di più alle carte revolving, carte di credito che mettono a disposizione una riserva di denaro da utilizzare quando si vuole e da rimborsare a rate.

La torta del credito al consumo comprende anche i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio e lo scoperto di conto corrente.

Secondo il Censis, il 9% delle famiglie intervistate dichiara che ricorrerebbe al pagamento rateale se fosse meno costoso. Un risultato su cui banche e finanziarie dovrebbero riflettere e abbassare i tassi di interesse.

Il che non avviene, nonostante i proclami dell' Abi (Associazione bancaria italiana), che dichiara di voler migliorare la gestione e l'offerta dei prodotti di credito al consumo.

Sul mercato, in realtà, ci sono prodotti poco trasparenti e costosi. A partire dalle carte revolving, protagoniste di un vero boom negli ultimi anni.

Sono un prodotto molto redditizio per chi le emette, perché fanno pagare tassi di interesse salati: si parla di una media del 15%, ma si arriva al 25% e più.

Anche qui la trasparenza troppo spesso è un optional: analizzando diverse offerte di carte revolving emerge infatti che i costi effettivi di questa forma di finanziamento sono più alti di quelli dichiarati.

L'altra faccia del credito al consumo è il debito. Una faccia di cui è facile dimenticarsi di fronte alle allettanti offerte di finanziamento a colpi di piccole rate mensili, che danno la sensazione di poter comprare tutto.

Ma i prestiti si pagano e il conto arriva sempre, sotto forma di interessi.

Per questo motivo è consigliabile indebitarsi solo se non potete farne a meno e se lo fate tenete conto anche degli imprevisti, mlattie o spese impreviste, che potrebbero farvi diventare insolventi.

Per non correre rischi, una ottima regola è verificare che le rate complessive da pagare ogni mese non superino il 30% del vostro stipendio mensile.

è importante, quindi, tenere gli occhi bene aperti e scegliere in modo consapevole la forma di finanziamento più conveniente e adatta alle proprie esigenze.

Il nostro mercato del credito al consumo è ancora piccolo se confrontato con quello degli altri Paesi europei: il rapporto tra credito al consumo e ricchezza prodotta (Pil) è solo del 3,9% contro il 10,8% della Germania e il 15,5% della Gran Bretagna (dati Abi).


Ci sono sul mercato sia le carte revolving vere e proprie, sia quelle tradizionali che consentono il pagamento rateale.

Il costo annuo effettivo di una carta di credito rateale o revolving si misura attraverso il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Vedi anche questa nostra miniguida: Che cos'è questo famoso TAEG?

Il Taeg dichiarato dalle banche spesso non corrisponde a quello reale, se si tiene conto oltre che di tutte le spese legate alle diverse carte anche del costo di invio dell'estratto conto che, quando si rateizza, arriva ogni mese.

Basti pensare che per coprire un utilizzo di 1.000 euro con rate mensili di 50 euro si impiegano in media due anni, e ciò comporta l'invio di 24 estratti conto: circa 24 euro in tutto.

Sul mercato esistono carte che possono essere definite delle revolvlng pure, che quindi permettono solo il pagamento rateale delle spese, e carte option, cioè carte dl credito tradizionali, che a scelta del titolare prevedono sia il pagamento a saldo, sia quello rateale.

Per passare da una forma all'altra, ad esempio dalla forma a saldo a quella rateale, basta chiamare l'ufficio clientl dell'ente emittente la carta, in genere all'inizio dei mese in cui si vuole rateizzare l'estratto conto.

Le carte revolving rappresentano una forma di finanziamento: mettono infatti a disposizione del titolare una linea di credito utilizzabile in qualsiasi momento.

In pratica, l'importo di un acquisto pagato con la carta non viene adebitato tutto in una volta, ma a rate mensili addebitate tramite RID sul conto corrente del titolare.

Le rate di pagamento servono a ricostruire il fido (in genere pari a 1.500 euro) che così è pronto per un nuovo utilizzo.

Ogni mese verrè inviato al titolare un estratta conto che riepilogo le spese fatte con la carta, l'utilizzo del credito, la rata addebitata e quindi il fido di nuovo disponibile.

Ogni estratto conto ha un costo di invio pari in genere a 1,03 euro, e per gli estratti conto con saldo pari o superiore a 77,47 euro è prevista anche un'imposta di bollo di 1,29 euro.

Le carte rateali o revolving sono sempre più diffuse in Italia. Spinte dalle banche e dalle finanziarie che promuovono un prodotto per loro molto più redditizio rispetto a una carta di credito con pagamento a saldo (cioè in un'unica soluzione dell'estratto conto mensile).

Rateizzare significa infatti far arrivare agli intermediari molti soldi sotto forma di interessi.

Ed è proprio questo l'elemento spesso non chiaro ai titolari di carta revolving: in quanto strumento che attiva un finanziamento, la carta revolvlng comporta il pagamento di interessi anche molto elevati.



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