Come risparmiare Gas

Risparmiare Gas è diventato un imperativo in tempi di crisi e di costi sempre crescenti sia per quanto riguarda il riscaldamento che la cottura degli alimenti. Alcuni consigli utili per risparmiare gas.

Il gas metano comunemente chiamato gas di città viene utilizzato sia per cucinare che per il riscaldamento di uffici e abitazioni.

Tutti sanno che il costo del gas metano in Italia è tra i più alti in europa e che negli ultimi anni è aumentato enormemente.

Qui vogliamo solo porre l' attenzione su qualche accorgimento utile per ridurne il consumo e per aumentare l' efficienza di impianti, caldaie e cucine che ne fanno uso. In entrambi i casi è possibile risparmiare gas.

In inverno si può abbassare il termostato degli impianti di riscaldamento autonomo di qualche grado ed indossare abiti più pesanti.

E' un consiglio forse ovvio ma va menzionato. In estate spesso si spreca gas solo per mantenere l' acqua calda per la doccia o per lavare i piatti a temperature esagerate.

Potete tranquillamente abbassare da 60 a 40 gradi la temperatura media del boiler. Tenete presente che quando è caldo torrido, già con 32-33 gradi si può fare la doccia, d' estate, tranquillamente anche ad un bambino.

Pulire periodicamente e tenere in ottimo stato di manutenzione tutti gli impianti e gli elettrodomestici e accessori che fanno uso di gas o che hanno a che fare con il gas. Esempio: caldaia, cucina, filtri, fornelli, cappa aspirante, radiatori, tubi, valvole, camino, canne fumarie, guarnizioni, giunzioni, ecc.

Se ci sono parti da sostituire, fatelo sempre. I minori consumi dovuti all' utilizzo di parti di ricambio nuove ed in perfetta efficienza ripagano sempre nel lungo periodo.

Assicuratevi che la casa sia il più isolata possibile. Utilizzate la lana di vetro o la lana di roccia per le pareti e il soffitto. Anche il sughero oppure la cellulosa (proveniente dai giornali riciclati) possono andare bene.

Questi sistemi permettono di risparmiare il 20% sulla bolletta e il loro costo si ammortizza in pochi anni.

I doppi vetri alle finestre sono assolutamente da installare per chi ancora non li ha. Inserite un foglio di materiale isolante dietro ai termosifoni a parete: in questo modo il calore non si disperderà lungo i muri ma andrà a riscaldare di più gli interni. Va bene anche della carta da forno da cucina in mancanza d' altro.

Sfruttate la esposizione naturale delle stanze a mezzogiorno, specie d' inverno, per svolgervi attività che non richiedono di bruciare troppe calorie, mi rferisco ad attività come leggere, studiare, ecc. Si sente molto meno freddo che in stanze rivolte a mezzanotte e in più potete tenere il termostato ancora più basso durante le ore diurne.

Specie d' inverno, sfruttate il potere isolante dei grossi tendaggi specie nella stanze più fredde.

Valutate l' acquisto di una caldaia a condensazione, vi farà risparmiare a lungo andare un mucchio di soldi. Ecco di seguito qualche informazione utille sulle caldaie a condensazione.

Nelle caldaie a condensazione si riesce a utilizzare in modo utile il calore legato al vapore acqueo generato dal processo di combustione (circa 1,6 kg per metro cubo di gas) che, nelle caldaie tradizionali, viene disperso in atmosfera attraverso il carnino.

La quantità di calore in esso contenuta, detto calore latente, che rappresenta l' 11% dell'energia liberata dalla combustione, può essere recuperato solo nelle caldaie a condensazione, dove, grazie alla presenza di uno scambiatore condensatore si riescono ad ottenere i seguenti benefici:

- l' abbassamento della temperatura dei fumi, riuscendo a recuperare fino al 12 % del calore sensibile dei prodotti di combustione quando ancora non opera nel campo della condensazione. In questa fase i fumi liberati raggiungono una temperatura massima di 80 gradi centigradi ma contengono ancora tutto il calore latente sotto forma di vapore acqueo;

- la completa condensazione del vapore acqueo, ottenendo il recupero di quasi tutta l' energia termica scaturita dalla combustione: l' acqua di ritorno dall'impianto confluisce nella parte bassa dello scambiatore-condensatore ad una temperatura inferiore ai 53°C e il vapore acqueo si condensa sulle pareti più fredde cedendo il calore latente dell'acqua che, riscaldata, affluisce nuovamente all' impianto.

Questa maggiore disponibilità termica consente un rendimento elevatissimo (al punto che il rapporto tra l'energia trasferita al fluido e il p.c.i. è maggiore di 1 ed occorre adottare il potere calorifico superiore) con una riduzione dei consumi, di non meno del 30% rispetto alle normali caldaie ad alto rendimento.

Che cos'è il p.c.i.? Si definisce potere calorifico inferiore il potere calorifico superiore diminuito del calore di condensazione del vapore d'acqua durante la combustione.

Il potere calorifico superiore è la quantità di calore che si rende disponibile per effetto della combustione completa a pressione costante della massa unitaria del combustibile, quando i prodotti della combustione siano riportati alla temperatura iniziale del combustibile e del comburente.

Il potere calorifico è la quantità massima di energia che si può ricavare convertendo completamente una massa unitaria di un vettore energetico in condizioni standard. Solitamente si misura in J/kg (Joules per kilogrammo) o, in forma ormai obsoleta, in cal/kg.

Questo è il valore a cui si fa usualmente riferimento quando si parla di potere calorifico di un combustibile e di rendimento di una macchina termica

A titolo informativo, il PCI di un litro di gasolio o di un metro cubo di gas è pari a circa 10 kWh (khilowattora), ovvero l'energia corrispondente a una potenza di 10 kW in un'ora.

Sono chiamate "ad alto rendimento" le caldaie che hanno un rendimento inteso come rapporto tra energia trasferita al fluido termovettore ed il potere calorifico inferiore, p.c.i., del gas, maggiore dell' 80 %.

Il mercato offre caldaie ad alto rendimento per tutte le esigenze, di differente potenza e dimensione, per varie temperature d'esercizio e per differenti combustibili (gas metano, GPL, gasolio, legna).

Le caldaie ad alto rendimento riescono ad utilizzare solo una parte del calore sensibile: il loro rendimento è, di solito, dell'ordine del 92 %.

Nelle moderne caldaie a condensazione si riesce a recuperare parte del calore latente del vapor d'acqua. Questo fatto permette di ricavare, da un kg di combustibile, una quantità di calore maggiore del potere calorifico inferiore, quindi, con rendimento nominale uguale al 100%, anche se una parte del calore teoricamente disponibile (potere calorifico superiore) continua ad essere dispersa coi fumi.

Consigli su una corretta tenuta della cucina a gas.

In primo luogo, la cucina a gas deve realizzare una buona combustione, cioè bruciare in modo il più possibile completo il gas in uscita: in questo modo, si riducono le sostanze tossiche liberate nel locale della cucina e si consuma meno gas.

Una fiamma regolare e dal colore azzurro, che fuoriesce da tutti i forellini, è indice di buona combustione, mentre la fiamma irregolare e con bagliori giallastri indica che la cucina non sta funzionando bene, dunque oltre a inquinare di più l'ambiente interno, consuma anche più gas.

I fuochi devono essere sempre ben regolati (il minimo deve tenere bene e non spegnersi al primo soffio d'aria) e i forellini tenuti attentamente puliti e asciutti; se sono otturati, vanno puliti; se invece sono deteriorati, occorre sostituire i bruciatori.

Ogni apparecchio deve avere un suo rubinetto del gas (diverso da quello generale) in un punto accessibile e comodo da raggiungere, perché è buona prassi chiuderlo ogni qualvolta non si usa la cucina.

La pulizia dei bruciatori va effettuata con uno spazzolino o una spugnetta di metallo; se si notano fori intasati li si può liberare con uno stuzzicadenti o uno spillo, non con i prodotti che di solito si usano in cucina, perché possono otturare i forellini.

L' aerazione della cucina svolge due importanti funzioni: da una parte, previene l'eccessiva concentrazione nell'ambiente di residui di combustione e vapore acqueo; dall'altra, permette alla fiamma di bruciare meglio, riducendo così alla fonte la produzione di residui tossici.

Come si legge un vecchio contatore a lancette

Anche la lettura del contatore è importante. Ne parliamo anche su questa mini-guida: Calcolo consumo energetico edifici.

Qui invece voglio mostrarvi come leggere quei vecchi contatori a lancette che non sono ancora stati sosituiti dappertutto.

Vedi figura 1 come riferimento.

I contatori "a lancette" sono ancora abbastanza diffusi per la misura del consumo d'acqua, e la loro lettura, pur non difficoltosa in sé, richiede una certa attenzione.

Una prima considerazione importante: i numeri indicati dalle lancette si riferiscono sempre a "multipli (gli interi)" o "sottomultipli (i decimali)" di metro cubo d'acqua consumata, cui corrispondono 1.000 litri.

Seconda indicazione: la lettura del contatore a lancette va fatta rilevando solo le cifre intere (solitamente colorate in nero), tralasciando i decimali (solitamente colorati in rosso), che indicano le frazioni di metro cubo.

Terzo avvertimento: la lettura va fatta iniziando dall'intero più elevato (nella figura quello racchiuso nel quadrante con l'indicazione: x 1.000), e procedendo in senso orario.

Una volta recepite chiaramente queste indicazioni preliminari, non vi sarà alcuna difficoltà a leggere questo tipo di contatore.

Un' unica perplessità potrebbe scaturire allorquando una delle lancette si venisse a trovare esattamente sulla "tacca" di una cifra.

Ad esempio, nella figura viene proposto proprio questo caso, risultando la lancetta posizionata esattamente sulla "cifra 9" del secondo quadrante (x 100) degli interi.

Poiché quella del quadrante successivo (il terzo: x 10) è inferiore alla cifra 9, la cifra precedente (quadrante x 100) deve essere letta '8" (e non 9).

Se, per pura ipotesi, la lancetta (quadrante: x 10) si fosse, invece, posizionata su "1", la precedente (quadrante: x 100) si sarebbe dovuta leggere "9".

Un esempio sarà più efficace di tante parole. Proviamo ad effettuare la lettura proposta in figira ricordando quanto raccomandato fin dall'inizio.

Si leggerà 3.886 dal momento che: sul 1° quadrante (x 1.000) si rileva la cifra 3;

- sul 2° quadrante (x 100) si rileva la cifra 8;

- sul 3° quadrante (x 10 si rileva la cifra 8;

- sul 4° quadrante (x 1) si rileva la cifra 6.

Se, per puro esercizio, si volesse proseguire anche con i decimali, si leggerebbe: 3.886,1188






Come consumare meno energia e vivere meglio

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Dr.Maurizio Cucchiara

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