Come si legge la bolletta dell’energia elettrica

Vediamo come si legge la bolletta dell'energia elettrica, quali sono le componenti tariffarie, le fasce orarie, il costo effettivo di un kilovattora e quanto incidono le tasse e i costi di distribuzione.

La "bolletta" comprende diverse voci (canone, ammontare dei consumi, imposte, IVA), ma i criteri che definiscono i vari importi da pagare sono complessi e differenziati a seconda degli utenti e degli utilizzi dell'energia.

Fino al 2000, il sistema delle tariffe si basava su "fasce di consumo": l'energia aveva un prezzo per ogni ora di consumo (cioè per ogni kWh consumato), ma tale costo aumentava con l'aumentare dei kWh consumati.

Questo scaglionamento era stato ideato per incentivare una politica di consumo attenta agli sprechi: insomma, meno si consumava, meno si pagava non solo in rapporto al numero totale di kWh consumati, ma, in modo apprezzabile, anche in rapporto al costo di ciascun kWh.

Però, nella pratica, questo sistema dava adito a paradossi per cui un consumatore single finiva per pagare ogni kWh meno di una famiglia numerosa, anche se, in proporzione, consumava molta più energia.

Dal 1° gennaio 2000 nella bolletta è stata introdotta una progressività nella tariffa, che comporta effetti diversi: il prezzo del kWh diviene progressivamente uguale per tutti, ma risulta più oneroso per i consumatori "piccoli".

Fra le conseguenze pratiche, per fare un esempio, vi è quella che per un consumo di 2.500 kWh (equivalente, in media, a quello di una famiglia di 3 persone) si spende circa il 40% in più all'anno, mentre un consumo di 3.500 kWh (4 persone) costa in media il 17% in meno rispetto al 1999.

Per evitare di penalizzare troppo le fasce svantaggiate di consumatori, è stata annunciata l'introduzione di una "tariffa sociale", che dovrebbe proteggere le categorie più deboli, come gli anziani soli, garantendo sconti sulla tariffa base, ma a tutt'oggi, nonostante dal 1 gennaio 2004 sia entrata in vigore la nuova legge sull'energia, non ci risulta che queste disposizioni siano state attuate pienamente.Ma veniamo ad un caso pratico.

Nella figura 1 vediamo la prima pagina di una tipica bolletta ENEL.

Al punto 1 il codice cliente, che è sempre un numero formato da 9 cifre (quelle mostrate sono soltanto le prime 3).

Questo numero va sempre tenuto a portata di mano perché quandi si ha a che fare con il ser ser
vizio dell' ENEL è la prima cosa ad essere richiesta!

Al punto 2 trovate il nome del destinatario della bolletta (nella figura questa informazione è stata eliminata) seguito dall'indirizzo di fatturazione, il quale non necessariamente corrisponde al luogo in cui si trova i contatore.

Al punto 3 è sempre indicato invece il luogo cosiddetto di erogazione, cioè il luogo in cui si trova il contatore appunto ("Le stiamo fornendo energia in….") che è anche il luogo dove l'energia elettrica viene effettivamente fornita.

Al punto 4 c'è naturalmente l'importo in Euro da pagare alla scadenza indicata, mentre il  periodo cui si riferisce la bolletta è indicato in lettere al punto 5.In casa si consuma moltissimo, e non solo per il riscaldamento: in ogni famiglia italiana si spendono in media 250 Euro l'anno per il solo consumo di energia elettrica.

Ma non sempre abbiamo chiari i costi delle nostre "abitudini elettriche": per esempio, quanto la potenza impegnata vari a seconda degli apparecchi (si va dai 0,2,-0,3 kiloWatt per il frigo fino ai 2-3 kW per la lavastoviglie; attaccare il ferro per stirare richiede in genere quanto un boiler, cioè un impegno di potenza di i kW; il televisore da solo impegna e consuma tanta energia quanta quella occorrente per illuminare un'intera abitazione) o in che proporzione incidano i vari utilizzi.

Poche apparecchiature fanno lievitare la bolletta quanto il boiler elettrico; una lampada a risparmio energetico consuma cinque volte meno e dura otto volte di più di una normale lampadina a incandescenza.., e così via.

Anche abitudini sbagliate si perpetuano perché non si comprende l'importanza di modificarle: i computer, per esempio, producono una grande quantità di calore inutile (e spesso fastidioso), che è una delle principali ragioni per cui consumano energia.I produttori risolvono il problema con ventole sempre più efficaci (che a loro volta consumano).

E noi lasciamo per ore i computer accesi, anche quando nessuno li sta usando, con lo spiacevole anche se impercettibile effetto aggiuntivo di aumentare moltissimo l"elettrosmog" nei locali.

Lo stesso dicasi per l'abitudine di lasciare perennemente in "stand-by" gli apparecchi non utilizzati.

Optare per un consumo intelligente significa, innanzitutto, scoprire come ridurre i consumi degli apparecchi più dispendiosi: sapere di più aiuta a risparmiare, senza rinunciare al benessere e ai vantaggi offerti dall'utilizzo dei nostri amati elettrodomestici.

Moltissimo si può fare proprio a partire dalla scelta di questi ultimi e da un loro uso corretto.





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Dr.Maurizio Cucchiara

Amministratore unico
MC2 E-Learning S.a r.l.
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