Contratto di mutuo

Nel contratto di mutuo ci possono essere clausole trabocchetto, alcune sono addirittura vessatorie e potrebbero essere tolte dal giudice, altre sono accettabili a fatica.

Nei contratti di mutuo ci possono essere clausole perfide; alcune sono verosimilmente vessatorie e potrebbero essere tolte dal giudice (ma non c’è certezza sulle sentenze), altre sono, più semplicemente, accettabili soltanto a fatica e in cambio di vantaggi economici.

Riportiamo le situazioni più gravi.

Tasso d’interesse arbitrario.

Nelle indagini condotte negli ultimi anni dalle principali associazioni dei consumatori non sono stati trovati casi concreti in cui la banca si riserva di cambiare i tassi a suo piacimento.

In effetti si tratta di un fenomeno in via di estinzione, ma la clausola è pericolosissima, perciò non bisogna mai abbassare la guardia.

Se vi dovesse capitare e non vi riuscisse di toglierla, evitate di concludere quel contratto.

Ispezione della casa decisa in qualunque momento dalla banca, ma a carico del mutuatario.

E una facoltà stabilita in molti contratti. Non risulta che in pratica sia molto applicata, ma la sua vessatorietà è abbastanza evidente. Cercate quindi di farla togliere.

Il mutuatario deve chiedere il permesso alla banca per ristrutturare casa.

Si tratta di una clausola probabilmente vessatoria. Accettarla o no dipende da ciò che volete fare con l’abitazione: se avete intenzione di fare grossi lavori prima della fine del mutuo, o riuscite a farla togliere o vi conviene cambiare banca.

Il mutuatario deve chiedere il permesso alla banca per affittare casa.

Vessatorietà probabile, accettabilità subordinata a ciò che si vuole fare della casa (come sopra).

In particolare, se pensate di dovervi trasferire in futuro, dovrete pagare un affitto nel nuovo posto in cui andrete; vi servirà quindi affittare la vostra casa per compensare le spese.

Questa clausola sarebbe un bell’ impedimento.

Limiti all’estinzione anticipata.

Questa clausola è addirittura contraria alla legge bancaria (d. lgs. 385 del 1993, art. 40).

In genere si tratta di limiti di scarsa importanza, che riguardano particolari momenti dell’anno in cui non si può estinguere il mutuo o le dimensioni dei rimborsi minimi, perciò si può anche chiudere un occhio.

Ma fate attenzione a che la banca non si conceda il diritto di decidere da sola la possibilità, o meno, di effettuare il rimborso anticipato.

In tal caso la clausola è pesante e va assolutamente fatta togliere.

Aumenti d’ipoteca, a spese del cliente e a semplice richiesta della banca.

La clausola, probabilmente vessatoria, è anche inutile, perché l’articolo 39 della legge bancaria stabilisce che in presenza di clausole di indicizzazione l’ipoteca si adegua automaticamente al debito, se questo aumenta; in assenza di clausole di indicizzazione, invece, il debito non aumenta (e quindi neanche l’ipoteca).

Cercate di farla togliere ma, considerando comunque che è improbabile che venga applicata, non fatene una questione capitale.

La banca sceglie il notaio per il contratto.

Non si tratta di una vera e propria clausola contrattuale, ma ci siamo vicini.

Dato che il notaio è pagato da voi, chiedete di poterlo scegliere.



Come scegliere il mutuo più conveniente

Mini guide per il consumatore on-line


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Dr.Maurizio Cucchiara

Amministratore unico
MC2 E-Learning S.a r.l.
Formazione per il Web
autore del corso:
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disponibile on line su questo sito
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