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Esempio lettera dimissioni

La lettera di dimissioni ha lo scopo di informare il datore di lavoro della volontà del lavoratore di risolvere il rapporto di lavoro e dovrà essere redatta in modo diverso in base alle diverse casistiche.




L'Art. 2118 del Codice Civile prevede che ciascuno dei contraenti possa recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso all'altra parte nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità, in pratica dai contratti collettivi nazionali di lavoro. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

Sia le dimissioni volontarie del lavoratore sia la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono ora essere convalidate mediante una speciale procedura in base a quanto disposto dalla Riforma Fornero con Legge nr. 92/2012 e con decorrenza 18/7/2012.

Un esempio di lettera di dimissioni adatto a questo caso generale è la seguente:


1. ESEMPIO LETTERA DI DIMISSIONI CON REGOLARE PREAVVISO

(SI PUO' FARE CON RACCOMANDATA A.R. O CONSEGNARE A MANO IN UFFICIO PERSONALE)


Al datore di lavoro
(Spett.le azienda..)
SEDE

Luogo e data

La presente per comunicare le mie irrevocabili dimissioni dal lavoro, per motivi personali e per dichiarare la mia disponibilità a prestare attività durante l'intero periodo di preavviso previsto dalla contrattazione collettiva che disciplina il rapporto, vale a dire per numero _______giorni (specificare se lavorativi o di calendario) dalla data odierna.

Firma del lavoratore.

(NOME e COGNOME del dipendente dimissionario)

In questo caso tutto quello che occorre sapere è il termine di preavviso da dare all'azienda, cioè quanti giorni lavorativi o di calendario. I vari CCNL, in base a qualifica ed anzianità, prevedono diversi termini di preavviso solitamente decorrenti dall'inizio o dalla metà del mese.

Non occorre che il dipendente fornisca alcuna motivazione esplicita.

Se invece il dipendente non intende lavorare il periodo di preavviso, può comunque dimettersi naturalmente in qualsiasi momento, ma di norma deve accettare in questo caso che in busta paga gli venga trattenuta l'indennità di mancato preavviso, pari alla retribuzione equivalente alle giornate di preavviso non lavorate, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa (vedi caso numero 3)


2. ESEMPIO LETTERA DI DIMISSIONI CON ESONERO DAL PREAVVISO

(SI PUO' FARE CON RACCOMANDATA A.R. O CONSEGNARE A MANO IN UFFICIO PERSONALE)


Al datore di lavoro
(Spett.le azienda..)
SEDE

Luogo e data

La presente per comunicare le mie irrevocabili dimissioni dal lavoro, per motivi personali.

Sarebbe per me estremamente difficile prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso previsto dalla contrattazione collettiva che disciplina il rapporto, vale a dire per numero _______ giorni (specificare se lavorativi o di calendario) dalla data odierna;

chiedo pertanto che, pur senza richiedermi l'indennità sostitutiva, sia esonerato parzialmente (ovvero: integralmente) dall'obbligo del preavviso e che - pertanto - il rapporto venga a cessare definitivamente il prossimo ________ (specificare la data esatta nella quale si intende che il rapporto cessi.)

Firma del lavoratore

(NOME e COGNOME del dipendente dimissionario)

L'obbligo del preavviso non può essere preventivamente limitato od escluso dalla volontà delle parti; è stata, ad esempio, ritenuta illegittima la clausola di un contratto collettivo di diritto comune che dispensava, in via preventiva, il recedente dall'obbligo del preavviso.

Per contro resta pienamente legittima una previsione contrattuale che, fermo l'obbligo del preavviso, riconosca alla parte non recedente la facoltà di dispensare quella recedente, nel caso di dimissioni volontarie il lavoratore, dall'obbligo di continuazione della prestazione lavorativa.

In altre parole la soluzione ottimale è che la regolazione del periodo di preavviso venga concordata tra le parti.

Un terzo caso che si può verificare è quello delle dimissioni per giusta causa, o dimissioni in tronco.

A differenza dei due casi precedenti, qui occorre che si sia verificato un fatto esterno e grave;.

L' Art. 2119 del Codice Civile prevede che "Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.

Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'Indennità di preavviso.

Non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell'imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda."


3. ESEMPIO LETTERA DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA (art. 2119 Codice Civile)

(SI PUO' FARE CON RACCOMANDATA A.R. O CONSEGNARE A MANO IN UFFICIO PERSONALE)


Al datore di lavoro
(Spett.le azienda..)
SEDE

Luogo e data

La presente per comunicare le mie irrevocabili dimissioni dal lavoro e per dichiarare la mia indisponibilità a prestare attività durante il periodo di preavviso previsto dalla contrattazione collettiva che disciplina il rapporto.

Ritengo, infatti, che i motivi che mi inducono al recesso, vale a dire _____________(e qui occorre specificarli!), costituiscono una giusta causa di dimissioni, ai sensi dell'art. 2119 c.c.

Mentre informo che il rapporto di lavoro deve intendersi cessato a tutti gli effetti alla data odierna, chiedo pertanto che mi sia corrisposta, unitamente alle altre spettanze liquidatorie, anche l'indennità sostitutiva del preavviso.

Firma del lavoratore

(NOME e COGNOME del dipendente dimissionario)


Quindi in questo particolare caso, non soltanto il dipendente che si dimette non deve dare il preavviso, ma addirittura ha diritto a chiederne l'indennità sostitutiva, a carico del datore di lavoro.

Naturalmente spetterà alla magistratura eventualmente accertare se il fatto grave; sussisteva veramente.

Particolare attenzione poi occorre fare in 2 casi spefici:

a. dimissioni durante la maternità o primo anno di età del bambino.

b. dimissioni durante il periodo di prova

a. La richiesta di dimissioni presentata dalla lavoratrice o dal lavoratore durante il primo anno di vita del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento deve essere convalidata dal Servizio ispezione della direzione provinciale del lavoro.

Con decorrenza dal 18.7.2012 (Riforma Fornero), la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino, dalla lavoratrice o dal lavoratore nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, dalla lavoratrice o dal lavoratore , in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottando devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio.

A detta convalida è sospensivamente condizionata l'efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro (art. 54, co. 4, D.Lgs. 26.3.2001, n. 151; art. 4, co. 16, L. 28.6.2012, n. 92).

b. Secondo l'Art. 2096 cod. civ., comma 3, durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d'indennità. Se, però, la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine.

4. ESEMPIO LETTERA DI DIMISSIONI DAL RAPPORTO IN PROVA

(SI PUO' FARE CON RACCOMANDATA A.R. O CONSEGNARE A MANO IN UFFICIO PERSONALE)


Al datore di lavoro
(Spett.le azienda..)
SEDE

Luogo e data

La presente per rassegnare le mie irrevocabili ed incondizionate dimissioni dal servizio; le stesse sono date con effetto immediato in quanto, poiché pende il periodo di prova, ciascuna delle parti può recedere dal rapporto senza preavviso.

Firma del lavoratore

(NOME e COGNOME del dipendente dimissionario)


Per completezza vediamo infine il caso di scioglimento del rapporto di lavoro per mutuo consenso tra il lavoratore e il datore di lavoro:

5. SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO DI LAVORO PER MUTUO CONSENSO

Luogo e data

Si concorda tra le parti lo scioglimento per mutuo consenso del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in essere tra le stesse, che pertanto si estingue alla data odierna, con esonero reciproco da qualsiasi obbligo di preavviso e della relativa indennità sostitutiva.
Firma del datore di lavoro
________________________
(TIMBRO E FIRMA LEGALE RAPPRESENTANTE)

Firma del lavoratore
________________________
(NOME E COGNOME DEL LAVORATORE)

L' art. 1372 cod. civ., comma 1, prevede che il contratto di lavoro ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge.

Convalida obbligatoria delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a decorrere dal 18 luglio 2012

La legge 28 giugno 2012 n.92 introduce l' obbligo di convalida sia delle dimissioni del lavoratore, sia delle risoluzioni consensuali verificatesi dopo l'entrata in vigore della L.92/2012. La nuova normativa richiede una seconda manifestazione di volontà del lavoratore, che si attua mediante la convalida dell'atto di recesso (artt.4 co.17 -23 L.92/2012). La nuova normativa si è resa necessaria per combattere il fenomeno delle dimissioni "in bianco" che alcuni datori di lavoro richiedevano al lavoratore o alla lavoratrice all'atto dell'assunzione, in pratica una lettera di dimissioni firmata dal lavoratore o lavoratrice ma senza data.

La convalida può realizzarsi in 2 modi: a) Presso le Direzioni Territoriali del Lavoro o i Centri per l'Impiego. In questo caso viene richiesto al lavoratore o alla lavoratrice di recarsi personalmente presso le sedi competenti per territorio a manifestare al funzionario incaricato la propria volontà. B) Con una dichiarazione posta in calce al modulo di comunicazione obbligatoria inviato dal datore di lavoro al Centro per l'Impiego e relativo alla dimissione/risoluzione consensuale del rapporto (Modello Unificato Lav), ad esempio mediante l'apposizione di una frase del tipo: "le presenti dimissioni sono state emesse volontariamente e senza costrizione alcuna".

Il datore di lavoro deve accertarsi che il lavoratore richieda la convalida delle dimissioni presso le DTL o i Centri per l'Impiego, convocando entro 30 giorni dalla data delle dimissioni il lavoratore per iscritto. La lettera dovrà contenere la ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro al Centro per l'Impiego.

A questo punto il lavoratore ha 7 giorni di tempo, dalla ricezione della lettera di convocazione, per recarsi presso il proprio datore di lavoro o altro soggetto abilitato alla convalida e provvedere alla conferma della volontà di recedere volontariamente dal rapporto di lavoro.

Nel caso di inerzia del datore di lavoro e del lavoratore nel richiedere la convalida, le dimissioni o la risoluzione consensuale si considerano definitivamente prive di effetto.

Il datore di lavoro che abusa illegalmente del foglio firmato in bianco dal lavoratore al fine di simularne le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro (art. 4, co. 23, L. 28.6.2012, n. 92) a meno che il fatto non costituisca reato.

Infine sempre entro i 7 giorni da quello in cui ha ricevuto l'invito a convalidare le proprie dimissioni, la lavoratrice o il lavoratore ha facoltà di revocare le dimissioni. La revoca può essere comunicata in forma scritta.

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Dr.Maurizio Cucchiara

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