Cosa fare in caso di incidente all'estero
In caso di sinistro automobilistico occorso fuori dalle frontiere nazionali le procedure da seguire variano a seconda del paese straniero
Ottenere il risarcimento di un sinistro subìto in un paese straniero è diventato più semplice: lo si può fare in italia, contattando il mandatario locale della compagnia straniera.
Nel giugno del 2003 è entrato in vigore un decreto legislativo che dà attuazione a una direttiva europea del 2000, che semplifica le cose in caso di incidente per i cittadini dei paesi membri dell'Unione europea e non solo. Per avere accesso alla nuova procedura semplificata basta essere residente in uno Stato membro dello Spazio economico europeo (See), che comprende i Paesi dell'Unione europea più Norvegia, Islanda e Lichtenstein.
L'incidente deve essere avvenuto in un Paese aderente al Sistema della carta verde, un ambito territoriale ben più ampio rispetto a quello esclusivamente Ue. Infine, l'ultima condizione perché si possa applicare la procedura prevista dal decreto è che il veicolo che ha causato il danno sia assicurato e anche immatricolato in uno Stato membro del See.
Quando ricorrono tutti questi i requisiti, chi ha subito un danno in un incidente può rivolgersi nel proprio Paese, e quindi nella propria lingua, al mandatario della compagnia assicurativa del danneggiante.
In pratica le imprese che esercitano l'assicurazione Rc auto sono tenute a nominare un proprio rappresentante in ogni Stato dello Spazio economico europeo. Quindi chi ha subito danni all'estero in un incidente, una volta rientrato in Italia può rivolgersi al mandatario della compagnia straniera che assicura il veicolo che li ha causati.
Il mandatario italiano può essere un'altra compagnia, una società di servizi che si occupa di gestione di sinistri automobilistici oppure uno studio professionale, o anche solo un singolo professionista (uno studio legale o un avvocato).
Come fare a conoscerne il nome? In ogni Stato membro dell'Unione esiste un centro di informazione al quale ci si può rivolgere. Per l'Italia è stato istituito presso l'Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private di interesse collettivo).
Bisogna mettersi in contatto con l'istituto e fornire tutti gli elementi rilevanti dell'incidente: data e Paese in cui è avvenuto, estremi del veicolo straniero responsabile, come la targa, la nazionalità, la compagnia di assicurazione, se si sa quale sia. Più informazioni si è in grado di fornire, più agevole sarà per l'Isvap la ricerca. Ciò che comunque è essenziale conoscere è il numero di targa del veicolo, fondamentale per risalire alla compagnia assicuratrice e al suo mandatario italiano.
La Carta verde
La carta verde è un certificato internazionale che fa le veci dell'assicurazione Rc auto e consente di entrare e circolare liberamente negli oltre 40 Paesi che aderiscono alla convenzione.
Per i veicoli italiani l'obbligo di carta verde è necessario solo in alcuni Paesi: Albania, Andorra, Bielorussia, Bulgaria, Bosnia Erzegovina, Estonia, Iran, Israele, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malta, Marocco, Moldavia, Polonia, Romania, Serbia e Montenegro, Tunisia, Turchia, Ucraina. La carta verde è rilasciata automaticamente dalla compagnia con cui avete stipulato l'Rc auto. In ogni caso, se vi accorgete di esserne sprovvisti, potete acquistarla alla frontiera.
Un tempo la carta verde aveva un ruolo centrale in caso di incidenti avvenuti all'estero. Oggi rimane importante soltanto nel caso in cui l'incidente sia stato provocato da un veicolo che non è stato immatricolato in un Paese dello Spazio economico europeo.
In pratica se l'incidente avviene in un Paese che aderisce al sistema della carta verde ed è stato causato da un veicolo straniero in possesso di carta verde, allora la richiesta di risarcimento andrà inviata al Bureau nazionale del Paese in cui l'incidente è avvenuto. Ogni Paese aderente alla carta verde ha istituito un ufficio centrale (per l'Italia è l'Uci), che provvede tra le altre cose al risarcimento dei danni provocati da veicoli immatricolati all'estero e in possesso di Carta verde.
Per esempio, se un italiano subisce un incidente in Bielorussia (Paese aderente al sistema della carta verde) a causa di un veicolo immatricolato in Turchia (Paese che non fa parte dello Spazio economico europeo, ma aderente anch'esso al sistema della carta verde), il danneggiato italiano manda la sua richiesta di risarcimento al Bureau bialorusso che gestirà tutta la pratica.
Se l’incidente è provocato all’estero da un veicolo non immatricolato in uno dei paesi dello Spazio economico europeo, non si può ricorrere alla procedura di cui sopra, ma bisogna procedere in base alle vecchie regole.
Se l’incidente avviene in un Paese aderente alla Carta verde con un veicolo immatricolato in questo Paese, la richiesta di risarcimento non può che essere indirizzata alla compagnia assicuratrice del veicolo se invece il veicolo è immatricolato in un altro Paese rispetto a quello di accadimento del sinistro, ma aderente al sistema della Carta verde, la richiesta di risarcimento deve essere indirizzata all’ ufficio (Bureau) nazionale dello Stato dove è avvenuto il sinistro.
Il fatto di potersi rivolgere direttamente agli uffici in loco evita che i danneggiati siano costretti a perseguire il responsabile nel suo paese d’origine. Questo però non risolve tutti i problemi: si tratta sempre di un’ amministrazione straniera, con lingua e procedure non sempre agevoli. Gli indirizzi di questi uffici per ogni Paese aderente si trovano sul retro della Carta verde, oppure all’Uci (Ufficio Centrale Italiano).
L'UCI è l'organismo che costituisce il bureau italiano nel sistema dei Bureaux internazionali per l'emissione e la garanzia dei certificati internazionali di assicurazione (Carta Verde), e per la gestione dei sinistri occorsi ad automobilisti stranieri.
Nel caso di incidente in Italia con un veicolo immatricolato all’estero la richiesta di risarcimento deve essere inviata direttamente all’Uci. Tenete presente che questo ufficio nella maggior parte dei casi non gestisce direttamente la pratica, ma vi indicherà il nome di una compagnia di assicurazione altro ente incaricato di gestire il sinistro in Italia. Sarà poi quest’ultima a provvedere all’istruttoria e alla liquidazione.
L’Uci tratterà il sinistro, invece, solo nei casi in cui l’impresa straniera non abbia designato un corrispondente.
Cosa fare dopo un incidente?
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