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Che cos'è l'inquinamento elettromagnetico?

L'inquinamento elettromagnetico o elettrosmog è un fenomeno relativamente recente ed ha a che fare sia con l'energia che con l'ambiente.







L'inquinamento elettromagnetico è un argomento di cui si parla soltanto da alcuni anni e purtroppo come tanti altri è uno di quegli argomenti sui quali ci sono pareri contrastanti.

Fortunatamente non è in discussione l'esistenza del problema ma solo la sua entità.

Gli esseri viventi sono da sempre immersi in onde elettromagnetiche naturali di provenienza cosmica e terrestre.

Per esempio la luce che ci giunge dal sole (radiazione ottica) è un'insieme
di radiazioni elettromagnetiche che vanno dall'infrarosso al visibile fino all'ultravioletto.

Per capire cosa è l'inquinamento elettromagnetico occorre prima capire che la luce ed in particolare i colori, il suono, le onde radio, il calore, i raggi x delle radiografie, i raggi ultravioletti della lampada per abbronzarci o l'arcobaleno, sono tutti fenomeni elettromagnetici.

Avete presente che cosa succede quando gettate un sasso in uno stagno? Quelle che si propagano sotto forma di cerchi concentrici sempre più larghi sono le onde. Quelle elettromagnetiche si comportano in modo simile anche se molte sono invisibili.

Ci sono onde e onde naturalmente, alcune sono più pericolose di altre perchè ne variano alcune caratteristiche essenziali, prima di tutto la frequenza e la lunghezza d'onda (per chi volesse approfondire rimandiamo a wikipedia.it)

Quello che è importante sapere sono 2 cose: le onde elettromagnetiche provocano o meglio inducono in certi casi una corrente elettrica di intensità variabile; con il progresso tecnologico degli ultimi 50 anni l'uomo ha certamente contribuito ad aumentare notevolmente quantità e tipi di radiazioni elettromagnetiche nell'ambiente quotidiano.

Durante i temporali le scariche elettriche (fulmini) sono accompagnate dall'emissione di campi elettromagnetici.

Le radiazioni cosmiche che arrivano dallo spazio sono costituite, oltre che da particelle, da raggi gamma e raggi X, ma anche da onde elettromagnetiche di frequenza compresa tra le centinaia di kHz e le decine di MHz.

I campi magnetici terrestri si suppone siano generati dalle correnti elettriche che scorrono in profondità, all'interno del nucleo fuso della terra.

Il valore di campo magnetico statico si aggira intorno ai 50 microtesla (pT).

Questo valore di campo magnetico supera quelli tipici generati da un elettrodotto; tuttavia, i campi statici non inducono correnti negli oggetti, come invece succede per quelli alternati.

Come accennato, in virtù del progresso tecnologico, ai campi elettromagnetici naturali si sono aggiunti quelli provenienti dalle più svariate fonti artificiali.

Sono innumerevoli infatti le sorgenti elettromagnetiche dovute all'attività umana.

Tra le installazioni esterne ricordiamo le linee e gli impianti per il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica che, diffusi capillarmente su tutto il territorio, contribuiscono ad elevare il livello di campo elettrico e magnetico ambientale nella regione delle basse frequenze (ELF) e gli impianti per le telecomunicazioni (antenne radiotelevisive, antenne per la telefonia cellulare, ecc.) che a loro volta contribuiscono ad innalzare il fondo elettromagnetico ambientale nel campo delle alte frequenze, in particolare nelle Radiofrequenze e Microonde (RF e MO).

In ambiente confinato sono soprattutto gli apparati elettrici ed elettronici di utilizzo quotidiano (elettrodomestici, telefoni cellulari, forni a microonde, ecc.) che emettono normalmente nelle frequenze sopracitate e che tratteremo più diffusamente in questo testo.

L'attenzione rivolta a questi apparati è dovuta sia all' enorme e crescente diffusione che questi hanno ormai nella vita quotidiana sia alla problematica in merito ai possibili danni per la salute.




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