Lampada a risparmio energetico
La lampada a risparmio energetico che si trova ormai abbastanza comunemente oggi nei negozi di forniture elettriche e negli ipermercati comprende sia la lampada fluoroscente che quella a ioduri mettalici.
Le lampade a risparmio energetico sono dette anche "sorgenti a scarica", comprendono le lampade fluorescenti e quelle a ioduri metallici: efficienza da 30/35 lumen/Watt fino a 80/90 lumen/Watt (un discorso a parte merita la nuova generazione delle "lampade a induzione").
Funzionano secondo principi molto diversi da quelli delle lampade incandescenti; infatti, sfruttano il principio per cui se tra due elettrodi immersi in un gas o in vapori metallici viene creata una differenza di potenziale adeguata, tra i due elettrodi si genera una scarica cui è associata l'emissione di radiazioni visibili (figura 1).
L'involucro di vetro contiene un gas con particolari sostanze fluorescenti e mercurio a bassa pressione; una scarica elettrica nella lampada produce radiazioni ultraviolette invisibili, che vengono trasformate in luce visibile dalla polvere fluorescente e dal vapore di mercurio.
Nel passato, questo tipo di illuminazione si presentava solo sotto forma di tubi infrangibili ed economici (i cosiddetti "neon", con il 30% dell'energia trasformato in luce), dall'accensione difficoltosa e dalla luce fredda e vibrante.
Oggi sono disponibili in numerose versioni, anche "compatte", avvitabili sullo stesso supporto di quelle a incandescenza.
Fra le compatte sono da annoverare anche quelle a ioduri metallici, che hanno un'efficienza quasi pari alle fluorescenti, ma dimensioni praticamente analoghe alle alogene; un loro inconveniente è rappresentato dal fatto che, oltre a necessitare di un apparato di alimentazione complesso, si accendono gradualmente, richiedendo quasi 5 minuti per arrivare a pieno regime.
Questo tempo è quasi raddoppiato se è necessario riaccendere la luce dopo che è stata appena spenta.
Le sorgenti a scarica emettono molta più luce, a parità di energia assorbita, perciò (negli usi per cui sono indicate) queste lampade hanno i minori consumi.
Ma le caratteristiche delle lampade variano in rapporto al loro tipo di funzionamento e all'apparecchio che ne controlla il flusso, dunque vanno verificate per il preciso compito visivo che devono svolgere (vedi sopra).
La luce diffusa, tipica delle lampade fluorescenti, è la più indicata per illuminare ambienti interni, in cui l'attività visiva non è legata a lavori di concentrazione, purché non siano luoghi solo di rapido passaggio.
Nei luoghi dove si svolgono lavori di concentrazione, invece, come abbiamo visto, può essere proficuamente utilizzata come "luce d'ambiente" a integrazione dei punti luce (preferibimente alogeni) orientati sulle scrivanie.
Alla famiglia delle lampade a scarica appartengono anche le lampadine al sodio, nelle quali la scarica fra i due elettrodi avviene in un'atmosfera di sodio dalle tipiche radiazioni gialle.
Per questa ragione, emettendo luce monocromatica gialla, sono adatte solo per scopi in cui non abbia importanza la resa cromatica dei colori.
Trovano normale impiego nell'illuminazione stradale ma, nelle potenze minori, per ridurre i consumi si possono utilizzare anche per illuminare terrazze e giardini.
Infatti, hanno un'efficienza molto alta (circa 10 volte superiore a quella delle lampade a incandescenza).
Vantaggi
Dal punto di vista energetico sono le migliori: hanno un'efficienza luminosa di gran lunga superiore (da 4 fino a 10 volte) a quella delle lampade a incandescenza, in quanto è più elevata la quota di energia assorbita che viene trasformata in luce.
Se usate correttamente (senza continue accensioni e spegnimenti), hanno anche una lunghissima durata di vita: fino a 8.000 ore e, in certi casi, anche 10.000.
Questa caratteristica permette di ammortizzare i costi di acquisto.
Svantaggi
Al momento dell'acquisto sono molto costose.
Non possono essere collegate direttamente alla rete di alimentazione, come quelle a incandescenza, ma per poter funzionare richiedono l'impiego di dotazioni particolari.
Contengono vapori tossici e mercurio, perciò vanno smaltite come rifiuto speciale.
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