Come fare ricorso contro un verbale per infrazione al codice della strada
Quando e come ricorrere contro un verbale di accertamento per presunte violazioni al codice della strada, alcune valutazioni e informazioni pratiche.
Il contenzioso relativo alle violazioni in materia di Codice della Strada (abbr.C.d.S.) è di gran lunga il più importante in termini quantitativi ed anche il più frequente. Si tratta delle banali multe o contravvenzioni stradali per violazioni come il divieto di sosta, il superamento del limite di velocità, il divieto di sorpasso, il passaggio con il rosso, ecc.
Non è competente il Giudice di Pace, ma in invece il Tribunale Amministrativo Regionale (con obbligo di farsi assistere da un legale) quando si vuole ricorrere contro sanzioni comminate per violazione a singoli atti riguardanti la circolazione (es.: blocco del traffico) imposti da Comuni, Prefetto o Ministeri.
La legge consente che il ricorrente e la Pubblica Amministrazione possano stare in giudizio direttamente, quindi senza assistenza da parte di un avvocato difensore. Il procedimento è senza oneri fiscali, bolli o registrazione.
Nei casi in cui si intende ricorrere contro l'applicazione di sanzioni per (presunte) violazioni al codice della strada
la competenza è del Giudice di Pace o del Prefetto. La legge stabilisce che il procedimento si svolga in modo semplificato con una domanda rivolta all'autorità la quale poi provvede autonomamente.
In pratica questo significa che il procedimento va avanti d'ufficio quando l'opponente non si presenti (anche se sulla validità di ciò alla prima udienza ci sono dei dubbi giurisprudenziali) ed inoltre che è possibile spedire per posta l'opposizione.
La Costituzione (art. 24) riconosce a chiunque il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, specificando che tale tutela è sempre ammessa nei confronti della Pubblica Amministrazione (art. 113).
Nel valutare se fare ricorso contro un verbale oppure no occorre tenere bene a mente la convenienza a farlo (cosa che non è del tutto scontata, dalla mia personale esperienza e di quella di altre persone).
Spesso si agisce di impulso, senza considerare il tempo che si dovrà perdere in futuro, oppure, al contrario, non si pensa neppure di fare ricorso, anche quando platealmente si ha ragione, per paura di andare a smuovere chissà quali eventi infausti di natura persecutoria da parte di enti e uffici pubblici che si pensa possano verificarsi in futuro!
Questa seconda motivazione purtroppo sembra essere quella prevalente oggi! Ecco perché assistiamo a fenomeni come quello dei semafori truccati o a quello delle cartelle pazze. Purtroppo il non essere informati paga (per chi vuole fare il furbo, quando questo si trova dall'altra parte della barricata, cioè dentro la Pubblica Amministrazione)
Se un cittadino è invece pienamente informato dei propri diritti (e doveri naturalmente) sa come muoversi e soprattutto sa valutare, anche quando ha bisogno realmente di farsi assistere, se ricorrere o pagare.
In altre parole vogliamo dire che essere informati paga sempre, anche quando hai torto (in buona fede però!), perché? Perché la prossima volta ti sai regolare diversamente, semplice!
Naturalmente sto parlando a chi si sente in assoluta buona fede e non a chi vorrebbe fare il furbo ed utilizzare la possibilità di ricorrere essendo nel torto e volendo soltanto reinviare al futuro il pagamento della sanzione! In questo caso il rischio è il vedersi emettere decreto ingiuntivo dal Tribunale e vedersi pignorati i propri beni come conseguenza.
Premesso ciò ecco 2 elementi da prendere in considerazione quando si deve valutare se fare il ricorso:
• Si ha eccesso di potere quando la Pubblica Amministrazione, nell’esercizio del proprio potere discrezionale, persegua un fine (ossia un interesse) diverso o estraneo a quello per il cui perseguimento il potere le è stato conferito dalla legge; quando vi sia un travisamento e un’erronea valutazione dei fatti; quando l’atto risulti colpito da illogicità, da contraddittorietà o sia in contrasto con altri atti; quando si verifichi una disparità di trattamento in situazioni tra loro identiche; quando vi sia manifesta ingiustizia, mancanza o insufficienza di motivazione.
• Si ha violazione di legge, tutte le volte che vengono violate le regole procedurali previste per un determinato atto; il termine “legge” va inteso in senso ampio (comprendendo quindi anche i regolamenti).
Il ricorso al giudice di pace in opposizione al verbale di contravvenzione (scarica qui il fac-simile) può essere spedito con raccomandata con avviso di ricevimento - in 6 copie firmate in originale - entro il termine di scadenza, indicato nello stesso verbale di contravvenzione, oppure consegnato direttamente allo sportello - cancelleria del Giudice di Pace del luogo della commessa infrazione - sempre in 6 copie.
L'Ufficio provvederà a comunicare la data di udienza notificando al ricorrente una copia del ricorso depositato assieme al provvedimento di fissazione dell'udienza.
A questo link dovreste trovare l'elenco aggiornato degli indirizzi dei Giudici di Pace italiani.
Come fare un ricorso
Mini-guide MC2 E-Learning
Home page MC2 E-Learning
Cerca sul web con Google:
