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Rottamazione computer usati

La rottamazione dei computer usati va affidata a ditte specializzate per il recupero ed il riciclo dei metalli e di alcuni componenti elettronici ed il contemporaneo smaltimento con procedure ecologiche delle sostanze tossiche e dei componenti nocivi.




In linea di massima è sconsigliabile per l'utente finale provvedere direttamente alla rottamazione dei computer usati.

Cosa succede al vecchio pc quando arriva il momento di sostituirlo con uno nuovo?

Di solito finisce in discarica, contribuendo a inquinare l'ambiente con le sostanze tossiche che contiene.

Eppure, molto spesso i suoi componenti potrebbero essere riutilizzati o bonificati.

Chi oggi compra un computer sa che domani il suo acquisto potrebbe già essere fuori produzione, contenere parti che si sono svalutate del 100%, non essere più in grado di supportare i nuovi software (dai giochi 3D alle piattaforme per l'ufficio) che si susseguono a ritmo sfrenato sui banchi dei negozi d'informatica.

Tutto questo ha un costo non solo per le tasche degli acquirenti, ma anche per il delicato equilibrio ambientale del pianeta.

Per ogni pc nuovo che si acquista, infatti, per ogni rincorsa al prodotto più potente, più alla moda, più raffinato tecnologicamente, ci sono macchine e componenti che invecchiano precocemente e quindi vengono candidati alla rottamazione.

Computer, stampanti, monitor, cartucce d'inchiostro che diventano obsoleti in pochi anni (o addirittura mesi), e devono sere sostituiti dalla meraviglia tecnologica del momento.

Qual è il destino dei computer usati, i quali difficilmente sono stati realizzati con materiali compatibili con l'ambiente e che quindi contengono (o sono essi stessi) sostanze pericolose per l'ecosistema?

Si sta parlando di plastiche e metalli difficili da trattare, di polveri e gas tossici, di batterie, di olii, di parti in silicio, cadmio o altre sostante che richiedono solventi a loro volta di difficile gestione.

Il piombo, per esempio, presente nelle batterie e nei tubi catodici, può provocare il cancro.

Il cadmio è pericoloso per i reni, il mercurio, contenuto negli interruttori, può arrecare danni al cervello.

Le statistiche dicono che se ogni europeo riuscisse a recuperare dalla rottamazione dei computer usati almeno quattro chili di apparecchiature elettriche ed elettroniche all'anno, si risparmierebbe l'equivalente di 120 milioni di Gigajoule, pari a 2,8 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico del 60-80% rispetto all'utilizzo di materia vergine.

Sono dati e obiettivi fissati dalla direttiva europea sui rifiuti tecnologici, varata nel giugno del 2000, che si articola in due proposte:

- una relativa alle attrezzature elettriche ed elettroniche fuori uso: WEEE, ovvero Waste Electrical and Electronic Equipment

- e la seconda, chiamata RoHS (Restriction of the Use of Hazardous Substances), che prevede norme specifiche per il trattamento di sostanze tossiche derivate da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Nel frattempo, in Italia è ancora attiva la legge Ronchi, che cerca di sensibilizzare le amministrazioni comunali e i produttori di componenti informatiche a considerare, a partire dal processo di ideazione dei nuovi pc fino a quello di rottamazione computer usati, tutte le possibili situazioni per limitare al massimo l'impatto ambientale dovuto al ciclo di vita di questi prodotti.

Ma naturalmente non è sufficiente, e dunque oltre all'impegno delle aziende e delle istituzioni, diventa essenziale la nascita e lo sviluppo di società specializzate nel recupero, nello smistamento e nel riciclaggio di componenti derivate dalla dismissione di prodotti dell'informatica.

Oltre alle aziende produttrici di componenti informatiche esistono in Italia alcune società che si stanno specializzando nel recupero di vecchi pc e stampanti per poterne riciclare le parti ancora funzionanti e smaltire in forma ecologica, secondo le disposizioni delle leggi internazionali, le componenti a rischio per l'ambiente.

Oltre a questo, recuperano quei metalli (oro, argento, rame, ferro, alluminio) e quei materiali che possiedono un valore autonomo sul mercato del riciclo.

Chibo Group (www.chibo.it) nasce nel 1981 come azienda specializzata nella fornitura di personal computer, periferiche, parti di ricambio e materiale bancario delle migliori marche presenti sul mercato.

Ha sede operativa a Parma in uno stabilimento di 4.000 metri quadrati, una forza lavoro di 50 persone, un'organizzazione e una squadra tecnica di alto livello.

Chibo Computer Broker, la più importante azienda di brokeraggio di hardware usato di marca in Italia, rivolta a raggiungere lo stesso primato anche a livello europeo.

Attiva da vent'anni sul mercato della information technology, offre un servizio di vendita e di ricondizionamento hardware, stampanti e componenti informatici a livello mondiale.

Infine, una struttura e un sito Internet appositi per PC Usato (www.pcusato.it), lo spazio virtuale concepito con l'obiettivo di offrire all'utenza finale computer e componentistica delle marche più conosciute, usati, rigenerati o seminuovi.

I prodotti in vendita sul sito sono garantiti da Chibo fino a sei mesi.

La qualità di questo gruppo è confermata dal fatto che nel 2001 ha ricevuto l'Award Ecohitech 2001, un prestigioso premio promosso da Equoqualità (il consorzio nazionale qualità uso rigenerazione smaltimento materiali di consumo e apparecchiature IT)

Alla Tredcarpi (www.tredcarpi.it), vicino a Modena, azienda specializzata nel riciclo ecologico, i computer usati che arrivano per essere trattati provengono dalle aziende municipalizzate dei comuni che gestiscono la raccolta differenziata oppure direttamente dalle banche o dalle assicurazioni.

Tredcarpi adotta una tecnologia esclusiva che garantisce l'integrale rimozione delle sostanze nocive per la salute e l'ambiente, valorizzando gli 'scarti' di questo processo sia attraverso il ricidaggio dei materiali sia attraverso il recupero energetico.

La capacità produttiva di Tredcarpi è di circa 3.500 tonnellate di apparecchiature elettroniche l'anno, e per il 2002 si prevede lo smaltimento di circa 1.000 tonnellate.

Computer usati: iniziativa e-Bay

La celebre casa di aste online ha annunciato un progetto 'Rethink' (ripensaci) a favore dello smaltimento e del riciclaggio, piuttosto che della rottamazione dei computer usati.

Nel sito di e-Bay si possono trovare tutte le informazioni necessarie per comprendere le conseguenze di una cattiva gestione dei rifiuti tecnologici e per conoscere le aziende attive nella raccolta e nel riciclaggio della componentistica.

Segui questo link per saperne di più (in inglese): http://rethink.ebay.com/

Cosa fare dei vecchi computer usati?

EBay individua tre possibili strade:

1. venderli all'asta come usato

2. donarli ad enti caritatevoli

3. consegnarli alle imprese di riciclaggio

L'iniziativa è attualmente operativa solo negli Usa dove ha trovato l'appoggio dell'Agenzia americana per la Protezione dell'Ambiente (EPA), di molti gruppi ambientalisti americani e di grandi marchi della produzione informatica.

Secondo eBay, oltre il 90% dei componenti elettronici non sono smaltiti correttamente.

Un problema crescente della nostra era digitale.

Le conseguenze sull'ambiente e sulla salute di un cattivo smaltimento dei prodotti Hi-Tech sono note.

Questi prodotti, se incautamente inceneriti, emettono nell'aria sostanze nocive quali le diossine, il ferro, il mercurio, il piombo.

E' pertanto fondamentale una raccolta differenziata dei rifiuti Hi-Tech per consentire un adeguato trattamento.

Il riciclaggio delle componentistiche elettroniche rappresenta un business per molte piccole e medie imprese ma ancora oggi manca la cultura della raccolta differenziata e la conoscenza delle conseguenze sulla salute e sull'ambiente.

La raccolta e il riciclo e non la semplice rottamazione dei computer usati ma funzionanti può consentire, inoltre, la donazione a chi altrimenti non avrebbe mai potuto accedere all'acquisto di un computer nuovo.

Basti pensare alle associazioni senza fini di lucro, agli enti di beneficienza, alle zone depresse e disagiate di molti paesi in via di sviluppo.

L'iniziativa di eBay contribuisce a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dei rifiuti Hi-Tech, detti anche e-Waste, senza rappresentare una soluzione definitiva al problema.

Ha in ogni caso il merito di far parlare di un problema non ancora ben conosciuto o percepito dai consumatori.

Per i non esperti nella valutazione delle caratteristiche tecniche del proprio pc, Ebay permette l'utilizzo di un software gratuito (installabile su un floppy disk) denominato Listing Assistant.

Questo è in grado di redigere una lista dettagliata della propria workstation comprensiva di processore utilizzato, memoria e hard disk installato.

L'iniziativa per ora riguarda solo i cittadini residenti negli Usa ma a breve Ebay dovrebbe estenderla anche agli utenti italiani.


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Dr.Maurizio Cucchiara

Amministratore unico
MC2 E-Learning S.a r.l.
Formazione per il Web
autore del corso:
"VBA Corso Base"
disponibile on line su questo sito
http://www.mc2.it/html/vba.html





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