Tariffa rc auto

Le assicurazioni non sono tutte uguali: ma non è facile scegliere quella più vantaggiosa secondo le proprie caratteristiche. Che cosa si nasconde dietro il meccanismo di calcolo del premio assicurativo?

Parlando di assicurazioni, non è possibile indicare una compagnia in assoluto più vantaggiosa, perché la convenienza di una polizza dipende da molti fattori, legati alle caratteristiche del singolo automobilista.

Alcuni parametri, però, combinati sapientemente dalle assicurazioni, possono rendere una polizza nettamente meno vantaggiosa di altre.

Scopriamo dunque quali sono le caratteristiche che più incidono in un senso o nell'altro sul costo dell'assicurazione.

Da alcuni dati penalizzanti non si scampa.

E il caso della classe di bonus/malus (una delle variabili più importanti per il calcolo del premio), dell'età e del sesso (le donne giovani pagano più di un uomo che guida da molti anni, differenza che però si assottiglia con il crescere dell'età) o della provincia di residenza dell'assicurato (alcune città, come Roma, Firenze, Bologna, Napoli e Genova sono considerate più "pericolose"), parametri che tutte le assicurazioni considerano per calcolare del premio.

Vediamo però cosa può fare l'assicurato rispetto ad alcuni parametri che è libero di scegliere.

La potenza dell'auto è un elemento molto significativo nel calcolo del premio assicurativo.

Più un'auto è potente, maggiore sarà il premio da pagare.

Questo perché le assicurazioni individuano un legame tra la potenza del veicolo, l'uso che se ne fa e la velocità massima raggiungibile.

Un'utilitaria viene usata meno per coprire percorsi lunghi e può raggiungere una velocità massima nettamente inferiore a un'auto potente e quindi ha una probabilità più bassa di causare incidenti.

Inoltre il costo per la riparazione in caso di incidente è nettamente più alto per le auto grandi. La maggior parte delle compagnie assicurative usa per la determinazione del premio i cavalli fiscali utilizzati per il calcolo del bollo auto.

L'aumento di premio avviene di solito ogni due cavalli fiscali. Il proprietario di un'auto con cilindrata 2.400 (23 CV) paga quasi il doppio di chi ha un' automobile con cilindrata 1.000 (13 CV)o 1.200 (14 CV).

Diesel non conviene, auto elettrica sì.

L'alimentazione più penalizzata nel calcolo del premio è quella diesel.

La maggior parte delle compagnie fa pagare innedia un 5% in più, a parità di cilindrata del veicolo, rispetto a quanto paga il proprietario di un'auto a benzina.

Perché le compagnie agiscono così? Di solito le auto diesel sono utilizzate soprattutto da persone che viaggiano molto (il gasolio costa meno della benzina).

Quindi, la probabilità di causare incidenti aumenta rispetto a chi utilizza l'auto solo per brevi tragitti.

Le auto elettriche, ancora poco diffuse, ma utilizzate prevalentemente in città e per percorsi brevi, pagano poco per l'assicurazione civile dell'auto: di solito il 50% in meno rispetto al premio delle auto a benzina.

Il massimale è la copertura assicurativa massima che deve fornire la compagnia (cioè il rimborso massimo che vi pagherà in caso di incidente).

La legge prevede un minimo pari a 800.000 euro, mentre non è previsto un limite massimo.

Il premio ovviamente aumenta all'aumentare della copertura assicurativa. Questo aumento, però, è minore di quelli generati da altri parametri.

Per esempio chi ha una classe 13 di bonus/malus paga un premio in media doppio rispetto a chi è in classe 1.

Per non parlare di chi è in classe 18, che paga in media cinque volte di più rispetto alla classe 1.

La copertura di 2 milioni e mezzo di euro (cifra da noi consigliata, circa tre volte superiore al minimo) implica invece un aumento medio del premio assicurativo del 7% circa.

Generalmente le compagnie assicurative fanno pagare di più se l'auto è guidata da altre persone oltre all'intestatario della polizza.

Il sovrapprezzo sarà maggiore soprattutto se l'altro guidatore è giovane o neopatentato, perché in questi casi il rischio di provocare sinistri è considerato maggiore.

La maggior parte delle compagnie è penalizzante se a guidare è una persona sotto i 26 anni.

Qualche compagnia fa il calcolo sul conducente abituale, non sull'intestatario della polizza: se per esempio la polizza è intestata al padre cinquantacinquenne (in modo da poter pagare meno), ma l'auto viene guidata regolarmente dal figlio neopatentato, il calcolo viene fatto utilizzando i dati del figlio.

Molte compagnie assicurative, quando valutano una nuova polizza, considerano anche il numero di incidenti passati dell'assicurato e applicano una tariffa più alta nel caso di sinistri con colpa o in concorso di colpa verificatisi negli ultimi anni.

Gli assicurati considerati pericolosi in sostanza si meritano un premio più alto.

Anche qui, la musica non è sempre la stessa. Alcune compagnie considerano i sinistri solo dell'anno corrente, altre guardano i sinistri degli ultimi due o tre anni, le più esigenti arrivano fino agli ultimi cinque anni.

Se avete un brutto curriculum automobilistico, dunque, tenetene conto prima di scegliere la compagnia assicurativa.




Come si legge una polizza assicurativa auto

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Dr.Maurizio Cucchiara

Amministratore unico
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