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Reddito Nazionale e Reddito personale

Una questione assai più rilevante dal punto di visto macroeconomico è costituita dall'ammontare di reddito, inclusi i trasferimenti, effettivamente percepito dal settore delle persone fisiche, famiglie e imprese individuali.







Una questione assai più rilevante dal punto di visto macroeconomico è costituita dall'ammontare di reddito, inclusi i trasferimenti, effettivamente percepito dal settore delle persone fisiche, famiglie e imprese individuali.

Questa grandezza è misurata dal reddito personale.

I trasferimenti consistono in quei pagamenti che non derivano da un'attività produttiva corrente: le sovvenzioni sociali o i sussidi di disoccupazione ne rappresentano degli esempi.

Il livello del reddito personale è importante poichè costituisce la determinante principale dell'andamento del consumo e del risparmio delle famiglie.


Per passare dal reddito nazionale al reddito personale, occorre sottrarre quanto del reddito nazionale è guadagnato dalle società e aggiungere i trasferimenti netti al settore delle persone fisiche.

Tre sono le voci da sottrarre dal reddito nazionale:

1.I profitti delle società (al lordo delle imposte), che, chiaramente, non costituiscono direttamente parte del reddito personale.

2. I redditi da capitale della pubblica amministrazione che comprendono interessi, rendite e dividenti percepiti dal settore pubblico e quindi non dai privati.

3. I contributi per la sicurezza sociale. Si tratta di contributi sia delle società che del settore delle persone fisiche, che costituiscono essenzialmente imposte pagate allo stato e che dunque non fanno parte del reddito personale.

Vanno poi aggiunte 4 voci:

1. I trasferimenti pubblici alle famiglie, che consistono delle varie prestazioni per la sicurezza e la previdenza sociale (ad esempio le pensioni, i sussidi di disoccupazione, le indennità per malattia) che nei conti nazionali dell'Italia sono definiti prestazioni sociali.

2. Gli interessi pagati dalla pubblica amministrazione sul debito pubblico, dal momento che per convenzione essi non vengono inclusi nel calcolo del PIL, ma, essendo percepiti dai privati, fanno chiaramente parte del reddito personale.

3. I dividendi, cioè i profitti al netto di imposta, che le società distribuiscono effettivamente agli azionisti.

4. I trasferimenti netti privati dall'estero. Si tratta di redditi che vengono trasferiti a vario titolo da privati stranieri e residenti in Italia. Comprendono le rimesse inviate da coloro che sono emigrati definitivamente all'estero, o le donazioni.

Una volta compiute queste operazioni, abbiamo una misura del reddito percepito dalle persone fisiche e dalle imprese non costituite in società (imprese individuali).

I passaggi ora descritti possono essere lievemente semplificati osservando che la differenza tra profitti al netto di imposta e dividendi costituisce i profitti non distribuiti o risparmio d'impresa.

Pertanto, anziché sottrarre i profitti e sommare i dividendi, è possibile, quando si calcola il reddito personale a partire dal reddito nazionale, sottrarre semplicemente da quest'ultimo il risparmio di impresa e le imposte pagate dalle imprese.


E' possibile calcolare il reddito personale a partire dalle sue componenti, cioè come somma dei redditi percepiti dalle famiglie e dalle imprese non societarie.

Più precisamente, il reddito personale è costituito dal reddito da lavoro, dipendente e indipendente, più il reddito da capitale (rendite, interessi e dividendi) percepito dalle persone fisiche, più ancora i trasferimenti e meno i contributi sociali.

Il reddito personale disponibile e la sua allocazione

Non tutto il reddito personale è disponibile per la spesa da parte delle famiglie.

La quantità disponibile per la spesa, il reddito personale disponibile, si ottiene sottraendo dal reddito personale le imposte personali sul reddito e sul patrimonio.

Il reddito personale disponibile può a questo punto essere destinato alla spesa delle famiglie per consumi e al risparmio.

In sintesi abbiamo mostrato la relazione tra il PIL, che è una misura dell'attività produttiva dell'economia, e i redditi percepiti dal settore delle famiglie.

I principali anelli della lunga catena che abbiamo seguito dipendono dalle imposte, dai trasferimenti tra i settori, dagli ammortamenti e dai profitti.

Questi anelli intermedi ci ricordano che esiste una differenza importante tra PIL, come valore della produzione ai prezzi di mercato, e il reddito effettivamente spendibile dalle famiglie.

Potremmo avere un reddito personale disponibile positivo anche se il PIL fosse nullo, purchè ci fosse qualcuno che effettuasse i necessari trasferimenti.

Analogament il PIL potrebbe essere grande e il reddito disponibile piccolo se il prelievo fiscale fosse particolarmente elevato.

Quanto maggiori sono le imposte, comparativamente ai trasferimenti del settore pubblico, tanto più piccolo è il reddito disponibile, comparativamente al PIL.





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